29 APRILE 2024

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29 APRILE 2024 - 17:15


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RIMINI: Fiera, Ermeti confermato presidente | VIDEO

Il gruppo fieristico riminese Ieg ha confermato Maurizio Ermeti presidente. L’assemblea degli azionisti ha anche approvato il bilancio 2023 che ha chiuso con un utile di oltre 14 milioni di euro.

 

Come da pronostici, è stato confermato alla guida di Italian Exhibition Group, Maurizio Ermeti, eletto presidente dall’assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti dopo aver sin qui traghettato la società di organizzazione di eventi fieristici quotata alla Borsa di Milano. Il nuovo consiglio d’amministrazione, in carica per tre anni, ha confermato anche Corrado Peraboni quale amministratore delegato.

L’assemblea ha approvato all’unanimità il bilancio d’esercizio 2023 che ha chiuso con un utile pari a 14.160.861 euro, ricavi pari a 212,4 milioni, un adjusted Ebitda pari a 49,5 milioni e un risultato netto pari a 13,3 milioni. La posizione finanziaria netta è negativa per 71,9 milioni di euro.

All’interno della conferenza stampa alla fiera di Rimini, i vertici aziendali hanno presentato i dati di crescita di buyer e visitatori di tutte le principali manifestazioni fieristiche targate Ieg. Spiccano TTG, Sigep, Mir e Beer&Food attraction con una crescita del 20% rispetto all’edizione precedente. Seguono Ecomondo (+15%) e T-Gold (+5%). Ma il risultato migliore è quello di Key, +41%. “Siamo il primo player in Italia per l’organizzazione di manifestazioni sull’economia circolare e le energie alternative”, ha puntualizzato Ermeti.

Il nuovo piano industriale “è molto ambizioso - ha confessato a margine il presidente -. Un piano che prevede che la società cresca molto di più, con i risultati del 2023 che ci hanno di fatto posizionato come unica società fieristica italiana ad essere uscita con risultati superiori al periodo pandemico rispetto ai nostri competitor”.

Resta archiviata la fusione con la fiera di Bologna. “È stata una scintilla ma non ha portato ad alcun fuoco”, ha commentato Ermeti. “Fusioni? Bisogna che prima anche gli altri tornino ai livelli pre-pandemia, noi siamo gli unici ad averlo fatto”, ha chiosato Peraboni.

In cantiere c’è la costruzione del nuovo maxi padiglione, il ‘cupolone’. “L’area libera sarà di 17 mila mq, sarà la più grande arena d’Italia. Potrà ospitare eventi sportivi e musicali internazionali”, ha assicurato Ermeti.

Continua l’espansione del gruppo all’estero. “A Riad – ha anticipato Peraboni - faremo una prima manifestazione nel settore del wellness e dello sport, febbraio 2025. Verrà organizzata senza investimenti, perché la faremo direttamente con la società che abbiamo a Dubai”.




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FORLÌ: Foibe ed esodo raccontati da Fausto Biloslvavo | VIDEO

È stato presentato a Forlì con una vera e propria lezione di storia sUl tema delle foibe e dell’esodo giuliano-fiumano-dalmata, il nuovo libro del reporter di guerra Fausto Biloslavo. Si intitola “Le pagine strappate della storia” e ripercorre nel dettaglio i tragici momenti dell’occupazione jugoslava di Trieste e Gorizia e il terrore comunista sul confine orientale di Italia al termine della Seconda Guerra Mondiale.   Oltre 10mila vite spezzate sull’altopiano del Carso; più di 300 mila storie di famiglie forzatamente divise e strappate dalle proprie terre riunite solo dalle masserizie stipate nel Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste; indotte ad andarsene. Bambini costretti ad assistere al massacro dei padri e alle violenza sulle madri. Uomini e donne prelevati dalle loro case e mai più tornati. Sono solo alcune delle tragiche vicende raccontate ne “Le pagine strappate della storia”, il nuovo libro di Fausto Biloslavo presentato anche a Forlì. Giornalista e reporter di guerra da oltre quarant’anni, figlio di esuli e nipote di nonno infoibato, Biloslavo ripercorre le drammatiche fasi dell’esodo giuliano-dalmata e la tremenda esperienza delle foibe. Pagine di storia italiana cancellate dalla stessa matrice: l’ideologia comunista del maresciallo Tito e del connivente Partito Comunista iitaliano. Tito che, ad armistizio firmato, il 3 maggio 1945 invade Trieste e Gorizia infoibando decine di migliaia di italiani ritenuti nemici della “Jugoslavia”. Una pulizia etnica, politica e ideologia che, alla ritirata del IX Korpus titino, portò nella sola foiba di Basovizza, divenuto monumento nazionale nel 1992 e sede della cerimonia del “Giorno del Ricordo” ogni 10 febbraio dal 2004 quando venne introdotta con legge dello Stato votata a maggioranza da tutto il Parlamento (furono solo 12 i voti contrari: quelli di deputati e senatori del PCI ndr.), all’estrazione di 450 metri cubi di corpi esanimi. Fino al cimitero a cielo aperto della Slovenia, dove l’ultima foiba scoperta delle 700 cavità scoperte tra grotte, fosse comuni e appunto foibe, a Kočevski Rog, vede la riesumazione di 3.540 cadaveri. Nel mezzo la sofferenza degli eredi di esuli e infoibati. Alimentata da un oblio pilotato da coloro che credevano “fratelli”. Italiani. Come loro.