6 MARZO 2024

16:00

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

785 visualizzazioni


6 MARZO 2024 - 16:00


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

785 visualizzazioni



RIMINI: Capitale Cultura 2026, presentato il dossier al ministero | VIDEO

Rimini ha ufficialmente presentato al ministero la propria candidatura a Capitale italiana della cultura 2026, insieme alla Romagna. Buone le impressioni della delegazione in missione a Roma, anche se la concorrenza è ardua.

È stata una presentazione collettiva, romagnola, quella per la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2026 di Rimini e della Romagna. All’audizione di fronte alla commissione ministeriale di martedì a Roma hanno partecipato, oltre alla delegazione riminese, anche i rappresentanti dei Comuni di Ravenna, Cesena, Forlì, Lugo e Faenza.

“L'orgoglio e l'entusiasmo sono anche figlie di un lavoro che viene avanti da venti anni a questa parte, in cui davvero Rimini ha cambiato pelle. Forse come poche realtà nel Mediterraneo”, ha detto il sindaco Sadegholvaad.

Si è trattato dell’ultimo atto prima della designazione ufficiale prevista entro la fine di marzo.

“Rimini si candida perché ha un progetto ambizioso di cambiamento, la città che ha una vocazione globale. Non accetta di essere una delle tante città, vuole essere una capitale”, ha specificato l’assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori.

Dieci le città finaliste su cui la commissione dovrà esprimersi. L’auspicio espresso di recente dal sindaco Sadegholvaad è che prevalga il merito, e non la vicinanza politica delle singole amministrazioni all’attuale governo.

“Lo dico con orgoglio infinito e forse con una punta di immodestia. Davvero non ci sono abituato. Ma la Romagna da sempre contribuisce e contribuirà da protagonista alla crescita culturale, sociale, economica del nostro Paese. E da questa consapevolezza nasce la nostra candidatura”, ha aggiunto il primo cittadino.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

RAVENNA: Capanni balneari, rinviate a dicembre le demolizioni

Slitta il termine per la demolizione dei capanni balneari a Ravenna. C’è tempo fino a inizio dicembre per concludere le operazioni, ma anche per discutere un eventuale compromesso per salvare le storiche costruzioni. Da tempo prosegue infatti la diatriba tra i proprietari e il Comune, a inizio anno era arrivata l’ordinanza con cui l’amministrazione ravennate aveva ordinato la distruzione dei manufatti. Il termine iniziale per smontare le 74 casette di legno ancora esistenti sul litorale era il 30 aprile. Un’ordinanza però sospesa il 15 marzo, quando il sindaco ha chiesto al Parco del Delta del Po di esprimere una valutazione ambientale sui tempi e le modalità di esecuzione delle demolizioni, per fornire prescrizioni tecniche ai proprietari. Nel frattempo le operazioni di smantellamento si sono dunque fermate. A fine marzo, il Parco ha fornito le prescrizioni, e ad aprile il dirigente del Comune che aveva emesso l’ordinanza ha di conseguenza notificato all’Associazione Capannisti Balneari "che i lavori di demolizione potranno iniziare dal 23 settembre e terminare tassativamente entro i 90 giorni successivi", ossia entro l’8 dicembre. Ci sono ancora diversi mesi per trovare una soluzione per evitare l’abbattimento dei capanni che non insistono su aree protette, in estate dovrebbe arrivare un bando per consentire alle associazioni interessate di ottenere la gestione dei capanni, destinandoli ad attività per esempio di natura didattica.