7 FEBBRAIO 2024

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7 FEBBRAIO 2024 - 16:06


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CESENA: Bonci, per la rassegna "l'altro sguardo", sul palco "L’Angelo della Storia" | FOTO

Per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Bonci, Sotterraneo presenta il 10 e l’11 febbraio (sabato ore 20.30 e domenica ore 16.00) L’Angelo della Storia, Premio UBU “Miglior spettacolo dell'anno 2022”, nell’ambito della rassegna L’altro sguardo Nuovi linguaggi della scena.

 

Il gruppo con base a Firenze che dal 2005 crea opere caratterizzate da un approccio avant-pop in equilibrio fra immaginario collettivo e pensiero filosofico, si ispira alle teorie sulla storia e l’evoluzione umana dei filosofi Walter Benjamin e Yual Noah Harari per costruire una feroce e ironica drammaturgia che scardina la linearità del tempo: una vertiginosa carrellata di stralci biografici di persone illustri o sconosciute e aneddoti da vari secoli e aree geografiche, uniti da una tela di false credenze, miti e ideologie che possono illuminare le contraddizioni di intere epoche, le pieghe più oscure e nascoste del loro tempo, entrando in risonanza con il presente. Una mappa di gesti paradossali che suscitano spaesamento, riso o commozione svelandoci i modelli di auto narrazione con cui interpretiamo il mondo, dall’origine della nostra specie. 

 

«Oggi che la complessità ci richiede immaginari inediti e nuovi processi cognitivi – scrivono gli ideatori, Sara Bonaventura, Claudio Cirri e Daniele Villa – ci piace pensare che a teatro si possano recuperare narrazioni e circostanze a cui Sapiens ha aderito nei millenni, smontarle, ricombinarle, prenderne distanza allontanandoci nel tempo e cercare almeno un po’ di quella vertigine che coglie un astronauta quando osserva la Terra allontanandosi nello spazio».

 

Il titolo richiama l’ultima opera di Benjamin, in cui la figura di un angelo vola con lo sguardo rivolto al passato e vorrebbe fermarsi a ricomporre i detriti, rimediare alle catastrofi che gli scorrono davanti agli occhi, ma una tempesta gonfia le sue ali e lo trascina inesorabilmente verso il futuro: «questa tempesta è ciò che chiamiamo progresso» continuano. «Per quanto l’angelo osservi il susseguirsi degli eventi [mani sui tasti di un pianoforte, funghi atomici, cartoline nella giungla] e cerchi di resistere alla tempesta, non può fermarsi e intervenire, non può rincollare i pezzi e rifondare una realtà condivisa, non può fare assolutamente nulla per aiutarci – se non altro perché gli angeli non esistono [cocktail al cianuro, numeri irrazionali, racconti intorno al fuoco]. Quale altro essere senziente potrebbe provare a ricomporre l’infranto, smontare le narrazioni e – volando o meno – finalmente girarsi per proiettare lo sguardo in avanti?» 

 

Sabato 10, dopo lo spettacolo, è previsto un incontro con la Compagnia nell’ambito del ciclo Conversando di teatro: modera Giulia Penta.

 




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