17 DICEMBRE 2024

15:57

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

2379 visualizzazioni


17 DICEMBRE 2024 - 15:57


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

2379 visualizzazioni



RIMINI: Sanità, nuovo day hospital oncologico all'Infermi | VIDEO

È stato inaugurato all’Ospedale Infermi di Rimini il nuovo Day Hospital di Oncologia. Nuovi spazi accoglienti per i tanti pazienti che ogni anno si sottopongono alla somministrazione di terapie oncologiche.

 

All’Ospedale Infermi di Rimini è stato rinnovato il padiglione che ospita l’unità operativa di Oncologia ed Ematologia per i pazienti del day hospital. Nei primi dieci mesi dell’anno, i ricoveri in degenza ordinaria del reparto sono stati 493, oltre 29 mila le prestazioni ambulatoriali.

La decisione di rinnovare gli spazi per renderli più amichevoli e confortevoli “è partita soprattutto dalle esigenze dei pazienti stessi – ha spiegato a margine dell’inaugurazione la direttrice di Ematologia Patrizia Tosi -. Le terapie sono sempre più efficaci, ma sempre più lunghe e sempre più complicate. Le persone passano ore e ore in queste strutture e devono avere degli ambienti gradevoli, confortevoli oltre che tecnologicamente avanzati”.

Rinnovate le stanze per la somministrazione delle terapie, corridoi più ampi e una nuova sala biopsie. “Questa nuova sistemazione porta innanzitutto qualità assistenziale che è anche e non solo cura – ha commentato il direttore di Oncologia Davide Tassinari -. È un bene anche per i professionisti che possono lavorare in un posto bello, accogliente e luminoso. Ed è un bene per il paziente trovare un ambiente sereno in cui uno possa, non dico dimenticare il momento difficile che sta vivendo, ma rilassarsi un po’ e cogliere il bello che alle volte le strutture ospedaliere non hanno”.

“Questo intervento – ha aggiunto la direttrice del Presidio ospedaliero di Rimini Francesca Raggi - ha una fortissima valenza simbolica, perché ha rappresentato una staffetta che è stata fatta tra le associazioni di volontariato, donatori privati e un gruppo di imprenditrici riminesi con una fortissima leadership che hanno trascinato anche altri in questa sfida”.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

MILANO: Uno Bianca, interrogati i Savi, Roberto non risponde ma Fabio parla | VIDEO

Enigmatico e sibillino davanti alle telecamere di 'Belve Crime', ma silenzioso con i magistrati bolognesi che sono andati ad interrogarlo nel carcere milanese di Bollate. Roberto Savi, uno dei capi della Banda della Uno Bianca, conferma la sua natura misteriosa, e avvalendosi della facoltà di non rispondere lascia cadere nel vuoto le dichiarazioni rilasciate nello studio di Francesca Fagnani, dove tra le altre cose aveva detto che alcune azioni criminali erano state 'imbeccate' dai Servizi e che il vero obiettivo della rapina all'armeria bolognese di via Volturno non erano le armi, ma uccidere l'ex carabiniere Pietro Capolungo. Il fratello Fabio, assistito dall'avvocata Emanuela Sabbi, risponde invece ad alcune domande dei pm, così come aveva fatto a Quarto Grado, seppur in trasmissione non aveva aggiunto nulla di nuovo alla storia già scritta del gruppo criminale, che tra il 1987 e il 1994 fece 23 morti e oltre cento feriti. Non c'è stata nessuna protezione della banda, nessun livello superiore, né una strategia del terrore, la sintesi della sua intervista televisiva, dove aveva ridimensionato le parole di Roberto in una sorta di duello a distanza sul piccolo schermo. Le dichiarazioni di Fabio ai pm sono secretate, ma da quello che si è potuto capire non avrebbero aggiunto informazioni particolarmente utili. A trent'anni dalle sentenze della Cassazione che hanno reso definitive le loro condanne, c'era attesa per gli interrogatori dei due fratelli - sentiti nella posizione di imputati in procedimento connesso - in particolare per quello di Roberto, 'il corto', assistito dall'avvocata Donatella Degirolamo, che avrebbe potuto spiegare meglio al capo della Procura di Bologna, Paolo Guido, e alla procuratrice aggiunta, Lucia Russo, le sue 'nuove verità', in particolare le ipotetiche coperture del gruppo. Niente di tutto questo però, visto che l'incontro con i pm è durato pochi minuti: il tempo di dichiarare la volontà di avvalersi della facoltà di non rispondere. "E' vergognoso che uno vada in tv per lanciare messaggi biascicati senza alcuna sostanza o prova possibile e quando vanno i magistrati a sentirlo non dica nulla. Questo conferma la totale inattendibilità del criminale", ha commentato Alberto Capolungo, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime. "E' ancora più grave che due assassini che hanno partecipato a tutti gli eventi diano versioni così contrastanti. Questo dimostra - ha aggiunto - che non possiamo assolutamente fidarci delle loro parole, illazioni o dei loro silenzi". Mentre il 'corto' e il 'lungo' si sono presi la scena, tra rivelazioni tutte da verificare, attacchi reciproci e messaggi lanciati via etere, proseguono le indagini della Procura di Bologna che sentirà anche tutti gli altri componenti della Banda ed è in attesa delle analisi del Ris su alcuni importanti reperti e identikit dell'epoca che potrebbero dare una svolta alle nuove indagini. I familiari delle vittime, che proprio oggi si sono riuniti nell'assemblea annuale dell'associazione, rilanciano, chiedendo di dare impulso a "nuove e più incisive attività investigative" e di investire "maggiori risorse umane, economiche e tecnologiche" per gli accertamenti.