6 NOVEMBRE 2024

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6 NOVEMBRE 2024 - 11:32


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RIMINI: Metromare, salta l’accordo con la ditta, costi lievitati | VIDEO

Si blocca il progetto del metromare a Rimini. La ditta incaricata dei lavori è stata infatti estromessa a causa di un forte aumento dei costi.

l ritardo nella trasmissione dei progetti, la sostituzione non autorizzata dei progettisti, i contenuti tecnici molto diversi da quelli previsti nel progetto di fattibilità tecnica e, soprattutto, un aumento dei costi lievitato fino a quasi il 50% in più rispetto a quanto stabilito in fase di gara d’appalto. Questi i motivi che hanno spinto l’amministratore unico di PMR, Patrimonio Mobilità della Provincia di Rimini, Stefano Giannini, a rescindere il contratto con la ditta incaricata della costruzione del tratto di Metromare dalla stazione alla fiera.

Una decisione, ha spiegato Giannini, condivisa con il responsabile unico del procedimento e avallata dal parere obbligatorio del collegio consultivo tecnico. A rendere insostenibile il proseguimento dell’accordo è stato l’aumento vertiginoso dei costi: 12 milioni in più rispetto ai 30 inizialmente previsti per la parte strutturale dell’opera. Il progetto è finanziato con un totale di 60 milioni di euro del PNRR e, proprio per questo, sarà necessario rispettare le scadenze di costruzione, che terminano a giugno 2026.

Si sta quindi già procedendo a contattare le ditte arrivate immediatamente dopo in graduatoria nella gara d’appalto, per riprendere i lavori quanto prima, con la speranza di ottenere nel frattempo una possibile proroga da parte dell’Europa. “Dobbiamo avere risposte entro novembre – ha spiegato Giannini – i tempi sono più che stretti, ma noi non ci fermiamo”.




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ITALIA: Legge di Bilancio, taglio alle TV e radio locali, a rischio pluralismo e occupazione

Le Associazioni Confindustria Radio Televisioni – TV Locali, AERANTI-CORALLO e ALPI esprimono fortissima  preoccupazione e netta contrarietà per l’emendamento governativo alla Legge di Bilancio depositato nella  notte, che taglia di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 le risorse destinate all’emittenza  radiofonica e televisiva locale. La relazione tecnica chiarisce che l’incremento complessivo del Fondo per il pluralismo è ottenuto a vantaggio  esclusivo del comparto della carta stampata, mentre le emittenti locali subiscono un taglio strutturale, in un  momento già segnato da forti difficoltà economiche e da una concorrenza impari con grandi operatori nazionali  e piattaforme globali. Ancora più grave è la previsione che consente al Presidente del Consiglio dei ministri di rimodulare il riparto del  Fondo con decreto, escludendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore radiotelevisivo locale. Una scelta che introduce instabilità, incertezza e marginalizzazione istituzionale del comparto. “In qualità di membro del consiglio nazionale di Aeranti e di direttore della emittente, devo lanciare un grido di allarme perché  siamo di fronte a una decisione che mette seriamente a rischio la sopravvivenza di centinaia di imprese, migliaia di posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione nei territori. È un atto in totale contraddizione con quanto affermato dal Ministro Adolfo Urso il 29 luglio 2025, quando aveva garantito la continuità delle risorse per le emittenti locali anche nella prossima Legge di Bilancio”, dichiara il direttore di Teleromagna, Gianluca Padovani Le Associazioni chiedono l’immediata modifica dell’emendamento, il ripristino delle risorse tagliate e il rispetto  del ruolo del MIMIT, evidenziando che, in assenza di correttivi urgenti entro la scadenza fissata per oggi alle ore  18, le conseguenze per il sistema dell’informazione locale saranno irreversibili