27 NOVEMBRE 2024

11:23

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

713 visualizzazioni


27 NOVEMBRE 2024 - 11:23


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

713 visualizzazioni



BOLOGNA: Bimbo scrive a Babbo Natale, "portami una nuova protesi"

Ha scritto una lunga letterina a Babbo Natale per raccontargli la sua storia e chiedere, come regalo sotto l'albero, una protesi nuova per uno dei femori affetto da una grave patologia diagnosticata quando era ancora in grembo alla sua mamma. Una richiesta, quella di Samuel, bimbo veneto di sei anni, che si incrocia con l'attualità di questi tempi segnati, in Emilia-Romagna, dalle alluvioni. La pioggia che lo scorso ottobre si è abbattuta sul Bolognese, infatti, ha visto straripare il fiume Idice che ha allagato il Centro Protesi Inail a Vigorso di Budrio - quello che crea i preziosi strumenti - obbligandolo a chiudere, almeno per un po', i battenti. A portare alla luce i fatti è 'il Resto del Carlino' che racconta anche di un lieto fine per la vicenda. "Il Centro, in modo presumibile, riaprirà a fine gennaio", spiegano dalla struttura bolognese al quotidiano e il ragazzino, così è stato confermato anche ai suoi genitori, è in lista e verrà chiamato subito. Dando corso al desiderio esplicitato nella sua letterina natalizia. A Babbo Natale il piccolo ha messo in fila tutte le tappe della sua storia e i tanti viaggi sanitari per curare la sua patologia emersa già quando "ero ancora nella pancia" e affrontata prima ancora di venire al mondo a Vicenza, all'ospedale di Verona e poi all'ospedale Gaslini di Genova. "Va beh, sono bellissimo anche se ho la gambetta corta" scrive a Babbo Natale, Samuel, cui viene consigliato di rivolgersi al "super famoso Centro Protesi Inail di Budrio" . Dove gli si apre un nuovo mondo su cui, però si abbatte l'alluvione: l'arrivo della quinta protesi - evidenzia il 'Carlino' - si blocca perché, per la terza volta in due anni il centro finisce sott'acqua. "La mia protesi - argomenta ancora il bambino nella missiva - non è così semplice da fare. È particolare perché la mia non è un'amputazione, ma una malformazione". La lettera, che si conclude con le parole dei genitori, "cosa possiamo rispondergli?" ha colto nel segno. La protesi, chiosa il quotidiano, arriverà. Nonostante l'alluvione, come un bel regalo di Natale.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

RAVENNA: Terminato restyling della stazione, l'atrio diventa un museo

Da semplice punto di transito a vero e proprio luogo urbano, accessibile e integrato con la città. La stazione ferroviaria di Ravenna cambia volto con il completamento degli interventi di riqualificazione e miglioramento dell’accessibilità realizzati da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), per un investimento complessivo di circa 15 milioni di euro. I lavori, portati avanti senza mai interrompere il servizio ferroviario, restituiscono alla città uno spazio rinnovato, funzionale e capace di coniugare mobilità, servizi e valorizzazione culturale. Il progetto, sviluppato in sinergia con il Comune di Ravenna e inserito nel “Protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’intermodalità nelle stazioni ferroviarie” siglato nel 2021 tra RFI e Regione Emilia-Romagna, mira a trasformare le stazioni in hub di mobilità sostenibile e a migliorarne la fruibilità per tutti i viaggiatori, pendolari, studenti e turisti. Uno degli obiettivi centrali dell’intervento ha riguardato l’accessibilità. Tutte e quattro le banchine sono state innalzate a 55 centimetri, in linea con gli standard europei, per agevolare salita e discesa dai treni. Sono stati realizzati nuovi percorsi tattili per persone con disabilità visive, potenziata l’illuminazione con tecnologia LED e rinnovati i sistemi di informazione al pubblico, sia visivi che sonori. Tre nuovi ascensori collegano ora le banchine al sottopassaggio, anch’esso completamente riqualificato. Importanti lavori hanno interessato anche l’edificio di stazione, sottoposto a interventi di restauro e manutenzione delle coperture, oltre alla pulizia delle facciate in mattoni a vista. All’interno sono state realizzate una nuova sala d’attesa e servizi igienici completamente rinnovati, migliorando comfort e accoglienza. La riqualificazione ha consentito inoltre di recuperare spazi prima inutilizzati, destinandoli a nuove funzioni. Al piano terra, in un’ala del fabbricato, troveranno posto una ciclofficina e una velostazione, con accesso sia dall’esterno sia dall’atrio, per rafforzare l’intermodalità treno-bici. È già stata avviata una manifestazione di interesse che ha portato all’individuazione di un possibile gestore. Il primo piano della stazione ospiterà invece spazi dedicati agli studenti, in connessione con i servizi universitari e con il nuovo studentato realizzato sul lato opposto della strada. Ma la novità più significativa riguarda l’atrio, che diventa anche luogo di cultura. Con il progetto “MIL – Mura in Luce”, il primo piano, reso visivamente permeabile grazie a grandi vetrate, ospita un percorso espositivo che dialoga con lo spazio sottostante. Le vetrate si trasformano in teche museali e accolgono cinquanta frammenti architettonici di epoca romana, successivamente riutilizzati nelle mura tardoantiche di Ravenna. I reperti, rinvenuti durante i lavori di prolungamento del sottopasso nel 2019 grazie a un’attività di archeologia preventiva, sono raccontati attraverso quattro teche espositive e tre vetrine digitali dedicate alla narrazione multimediale. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra RFI e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, punta a restituire visibilità a un patrimonio inedito e a offrire ai viaggiatori un’esperienza culturale innovativa già all’ingresso in città. «Quello di oggi è un momento di soddisfazione personale e istituzionale», ha dichiarato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, ricordando il percorso avviato quando era sindaco di Ravenna. «La stazione torna a essere un luogo centrale, accessibile e aperto alla comunità, capace di raccontare fin da subito l’identità storica della città». Per il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, «la stazione diventa un biglietto da visita per turisti e cittadini», grazie a standard europei di accessibilità e a nuovi servizi come la velostazione e gli spazi per gli studenti, in un’ottica di rigenerazione complessiva dell’area. L’amministratore delegato e direttore generale di RFI, Aldo Isi, ha sottolineato come l’intervento, finanziato nell’ambito del Contratto di Programma RFI-MIT, rappresenti «un esempio concreto di integrazione tra sviluppo infrastrutturale, qualità urbana e tutela del patrimonio storico». Soddisfazione anche da parte dell’assessora regionale ai Trasporti, Irene Priolo, che ha richiamato la strategia regionale di investimento sulle stazioni come nodi di mobilità sostenibile e motori di rigenerazione urbana. La soprintendente Federica Gonzato ha infine evidenziato il valore culturale dell’iniziativa, che porta l’archeologia in un luogo di passaggio quotidiano, rendendo la stazione «uno spazio di connessione non solo fisica ma anche culturale». Con il nuovo volto della stazione, Ravenna rafforza così il legame tra infrastrutture, città e storia, trasformando uno dei principali accessi urbani in uno spazio aperto, accessibile e identitario.