RIMINI: Osservatorio criminalità, “gestione beni confiscati ancora lenta” | VIDEO
La provincia di Rimini continua a rimanere un terreno appetibile per il radicamento mafioso. La confisca dei beni ai clan resta uno degli strumenti di contrasto più efficaci, ma la burocrazia del loro riutilizzo mette in difficoltà i Comuni.
Mafie, ma anche carcere e giustizia saranno al centro del festival ‘Anticorpi, la cultura contro le mafie’, dal 21 novembre al 9 dicembre. Evento diffuso, promosso dall’Osservatorio sulla criminalità, con appuntamenti culturali in sette Comuni della provincia di Rimini. Tra i protagonisti: Pablo Trincia, Agnese Moro, Roberta Gatani, Pippo Giordano, Costantino Visconti, Danilo Procaccianti.
Da dieci anni l’Osservatorio sulla criminalità organizzata della provincia di Rimini compie monitoraggi su un fenomeno che in questa provincia ha mostrato la possibilità di radicarsi in maniera salda. La confisca dei beni e poi soprattutto il riutilizzo resta un passaggio fondamentale nel contrasto. Ma non tutto va sempre come sperato.
“Ahimè. Ci sono delle luci e delle ombre in questa normativa. l'Italia ha una norma che è contenuta all'interno del Codice antimafia, che presenta però delle asperità, soprattutto da parte degli enti locali per utilizzarli. La legge ha ancora dei buchi e su questo gli enti locali non possono essere lasciati soli”, afferma Ivan Cecchini, responsabile dell’Osservatorio.
Un territorio con molti rischi, quello di Rimini, sotto il profilo delle infiltrazioni mafiose, come ha rimarcato l’assessore comunale alla Legalità Francesco Bragagni. “Essendo un territorio prevalentemente turistico, la criminalità organizzata in questi anni ha cercato e purtroppo a volte ci è riuscita, di entrare nel settore turistico infiltrandosi in alberghi, ristoranti. Sicuramente va rinforzato il ruolo dei comuni nella gestione dei beni confiscati, perché è una gestione purtroppo dalla parte statale, troppo lenta, troppo farraginosa”.
Un esempio a Santarcangelo di Romagna di un bene confiscato ed entrato nelle disponibilità del Comune. A che punto è l’iter? “Nei prossimi mesi il bene che è stato restituito alla comunità santarcangelese qualche mese fa diventerà un luogo dove i ragazzi che vengono da percorsi nelle strutture per minori, impareranno a guadagnare quelle autonomie che gli permetteranno di andare avanti con le loro gambe nella nostra comunità”.