BOLOGNA: Esplosione Toyota, in centinaia oggi al presidio | VIDEO
Sono stati centinaia i lavoratori che oggi a Borgo Panigale, nel bolognese, hanno presidiato lo stabilimento della Toyota Material Handling in uno sciopero indetto dopo che l’altro ieri sono morti due operai, Lorenzo Cubello e Fabio Tosi, a seguito di una esplosione. Sul posto, oltre ai rappresentanti sindacali, c’era anche l’amministratore delegato della società, Michele Candiani, che ha elogiato la squadra di soccorso intervenuta prontamente dopo i fatti. “Sono stati dei leoni perché sono stati coraggiosi, sono entrati, hanno prestato immediatamente soccorso alle persone”, ha raccontato ai cronisti. “Ho saputo ieri che una persona si è salvata grazie a loro e quindi quello che dico è che io ho visto un'evacuazione, pur in una situazione drammatica, un'evacuazione ordinata, fatta da persone addestrate, capaci, ho visto una squadra di emergenza pronta e coraggiosa che ha salvato una vita e quindi ho visto la comunità Toyota, perché noi siamo una comunità, stringersi e sostenersi uno con l'altro”. Lo società ha fermato le attività dello stabilimento chiedendo la cassa integrazione per tutti i lavoratori. “Noi – ha aggiunto Candiani - vogliamo ripartire velocemente ma dobbiamo lasciare il tempo a tutti gli organi investigativi di capire cosa è successo, la dinamica non è chiara quindi ci sarà tempo per comprenderlo. Oggi è la giornata del rispetto verso questi due poveri ragazzi che sono finiti così”, ha aggiunto. Oggi Cgil, Cisl e Uil hanno indetto uno sciopero per l’intero comparto metalmeccanico mentre il presidio davanti all’azienda è stato convocato da Usb. In molti hanno portato fiori o un ricordo per i due lavoratori rimasti uccisi. Proseguono intanto le indagini: prende corpo l’ipotesi che a esplodere, provocando danni ingenti a un capannone, sia stato uno scambiatore di uno dei sistemi di condizionamento situato in un’area esterna. “Noi abbiamo avanzato una richiesta al tavolo di ieri rispetto all'esigenza da parte di Toyota di aprire l'ammortizzatore sociale, intanto di dare garanzie a tutti i lavoratori, compreso chi ha contratti in scadenza”, poi “vanno avviati gli ammortizzatori sociali anche per i lavoratori somministrati e in più abbiamo chiesto un'integrazione salariale che pareggi al 100% i salari di tutte le lavoratrici e i lavoratori che oggi sono presenti all'interno dello stabilimento di Toyota, compresi i lavoratori in somministrazione”. Così Simone Selmi, segretario della Fiom di Bologna, parlando anch’egli coi cronisti davanti allo stabilimento questa mattina. Essendoci un’indagine in corso “era quasi normale” venisse richiesta la cassa integrazione, spiega Selmi ai giornalisti; “c'è uno stabilimento che ha subito dei danni importanti, c'è anche una condizione morale di chi lavora all'interno dell'azienda non facile. E’ chiaro che servono tempi rapidi perché fermare uno stabilimento di 850 lavoratori necessita di interventi celeri, quindi una velocità e massima trasparenza rispetto alle indagini, ma soprattutto anche un'attività relazionale che ci permetta di capire passo per passo che cosa sta succedendo all'interno di questo stabilimento”, sottolinea. “Oggi ovviamente è il giorno della protesta che ha riguardato tutto il territorio della città metropolitana di Bologna e quindi anche il territorio di Imola perché c'è la necessità di continuare a tenere alta l'attenzione su tematiche della sicurezza”, ha concluso.
in foto l'amministratore delegato di Toyota Material Handling Michele Candiani
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