24 OTTOBRE 2024

12:36

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

808 visualizzazioni


24 OTTOBRE 2024 - 12:36


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

808 visualizzazioni



EMILIA-ROMAGNA: Esplosione Toyota, Regione convoca tavolo con le parti sociali

La Presidenza e la Giunta della Regione Emilia-Romagna si stringono attorno alle famiglie delle vittime e dei feriti causate dall’esplosione di ieri pomeriggio allo stabilimento Toyota Material Handling di Bologna. In una nota di viale Aldo Moro viene annunciata la convocazione per giovedì 31 ottobre, alle 14, del Patto per il Lavoro e per il Clima, organismo che in Emilia-Romagna riunisce tutte le parti sociali, a partire dai sindacati e dalle associazioni d'impresa, per una riunione dedicata al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. "L’ennesima, inaccettabile tragedia in un luogo di lavoro: una strage che va fermata", è il commento della Regione all'incidente accaduto ieri pomeriggio.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

BOLOGNA: Piantedosi “Serve il Cpr, basta fare ideologia” | VIDEO

A Bologna per presentare il libro “Dalla parte delle divise”, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi affronta i principali temi di sicurezza nazionale, dal Centro di permanenza per i rimpatri agli attacchi alle infrastrutture ferroviarie.  Sul Cpr, senza citare direttamente il sindaco Matteo Lepore, il ministro rivendica la competenza statale: “È una funzione dello Stato” e “non si può dire sempre no”. Per Piantedosi si tratta di uno strumento necessario per rendere effettive le espulsioni, mentre le opposizioni sarebbero dettate da “ragioni ideologiche”. Il Viminale intende andare avanti con il progetto anche in Emilia-Romagna. Ampio il passaggio sull’ordine pubblico. “Non amo né i feriti né gli arrestati, amo molto di più una società in cui la libertà di manifestazione del pensiero possa essere garantita senza che ci siano né feriti né arresti”, ha dichiarato. E ha aggiunto: “Gli arresti da una parte e i feriti dall’altra non sono quello che perseguiamo. Dobbiamo fare in modo che queste cose siano prevenute il più possibile”. Un riferimento anche ad alcune decisioni giudiziarie sugli arresti durante le manifestazioni: “Mi pare di aver letto che in qualche caso è stato combinato a qualcuno di sottoporsi all’obbligo di firma compatibilmente con gli impegni che aveva”. Sicurezza al centro anche per quanto riguarda le infrastrutture ferroviarie. I dati diffusi dal Viminale parlano di 49 attacchi alle linee delle Ferrovie dello Stato nel 2025, contro i 9 del 2024 e nessuno nel 2023