6 SETTEMBRE 2023

15:10

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6 SETTEMBRE 2023 - 15:10


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FERRARA: Omicidio al bar, Aser chiede incontro al Procuratore

L’Associazione della stampa dell’Emilia-Romagna ha chiesto un incontro al procuratore capo di Ferrara a seguito dell’omicidio avvenuto nel capoluogo estense nella notte tra l’1 e il 2 settembre dove un uomo è stato ucciso in un bar. “Siamo ancora una volta a criticare l’atteggiamento di scarsissima, se non nulla, collaborazione con fonti primarie quali Procura, carabinieri e polizia”, scrive l’associazione in una nota. “Conosciamo molto bene i dettagli della norma sulla presunzione di innocenza, ma questo comportamento travalica il basilare rispetto del diritto di cronaca costituzionalmente garantito. Ciò che manca ogni volta è l’ufficialità nel fornire le notizie (in particolar modo quelle di maggiore risonanza e interesse pubblico, quali ad esempio un omicidio) nell’immediatezza dei fatti, pur capendo le esigenze e i tempi investigativi”. L’Aser ricorda come la notizia sia “iniziata a circolare sui siti nella prima mattina di sabato 2, con già il nome e la foto della vittima, le foto del locale e il nome dello stesso. Nell’intera giornata, nonostante le continue richieste dei colleghi di carta stampata, tv e web, da forze dell’ordine (carabinieri in questo caso) e Procura non è arrivata nessuna nota stampa o ricostruzione ufficiale dell’accaduto, men che meno il nome della vittima. Cosa del tutto paradossale, la nota stampa di carabinieri e Procura è arrivata solamente alle 12.48 di domenica 3 settembre dove si avvisava che, testuale, era morto un uomo in un bar del centro cittadino. Nella stessa nota, nemmeno il giorno dopo i fatti, venivano dati nomi della vittima e addirittura del bar dove si erano svolti. Si allegavano però tre foto dell’esterno del bar (riconoscibilissimo) con i carabinieri della Scientifica al lavoro.  Nonostante, nello stesso giorno, tutti i dettagli, nomi, foto e molto altro, fossero già pubblicati sui quotidiani cartacei e sui siti internet. Per questo –si conclude - siamo a chiedere un confronto pubblico col procuratore capo di Ferrara dove spiegare che agendo così non si fa altro che imbavagliare l’informazione, anzi la si distorce ledendo di conseguenza il diritto dei cittadini, sancito dalla Costituzione, di essere informati. E nel 2023 tutto questo non è accettabile”.




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