5 SETTEMBRE 2023

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5 SETTEMBRE 2023 - 10:50


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RAVENNA: Autonomia differenziata, Cgil contro il Ddl Calderoli | VIDEO

In piazza Marsala a Ravenna, si è svolta l’iniziativa pubblica “Autonomia differenziata, una riforma sbagliata” organizzata da Cgil, Libera, la Rete dei Numeri Pari, Comitato in difesa della Costituzione e Salviamo la Costituzione. L’iniziativa ha inteso approfondire le conseguenze che l’autonomia differenziata, voluta dall’attuale Governo, produrrebbe sul territorio ravennate ed emiliano-romagnolo.

Sono intervenuti Christian Ferrari, della segreteria nazionale della Cgil e Giuseppe De Marzo, responsabile di Libera e coordinatore nazionale Rete Numeri Pari.

L’autonomia differenziata, nel momento in cui fosse operativa, prevede che le Regioni a statuto ordinario possano chiedere di avere competenza esclu-siva su ben 23 materie, tra cui l’istruzione, la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, il commercio con l’estero, la gestione di porti e aeroporti, le reti di trasporti.

Gli organizzatori dicono un secco No a più disuguaglianze e meno diritti. “Questa riforma, a risorse invariate e con le modalità definite dal ddl Calde-roli, mette in discussione l'unità e la coesione sociale del Paese. L’autonomia differenziata mette a rischio l'universalismo del nostro sistema di wel-fare. Si parla del principio per cui ogni cittadino, a prescindere dalla residenza e dalla provenienza, deve godere di diritti fondamentali in maniera uniforme in tutto il Paese. La riforma precluderebbe la possibilità di costruire politiche nazionali da un punto di vista industriale, economico e di sviluppo”.

Questi temi sono al centro della manifestazione nazionale, promossa dalla Cgil e da circa un centinaio di associazioni, che si svolgerà il prossimo 7 ottobre a Roma per salvaguardare la Costituzione che è sotto attacco ed è costantemente minacciata da stravolgimenti istituzionali che minano la centralità del Parlamento.

Aderiscono all’iniziativa: Arci, Arcigay, Anpi, Acli, Comitato per il ritiro di ogni autonomia differenziata, per l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti prov. Ravenna, Libertà e Giustizia, Auser, Federconsumatori, Su-nia, Movimento Consumatori Ravenna aps, Comitato di Faenza per la valorizzazione e la difesa della Costituzione, Villaggio globale, Overall Rete Multiculturale Faenza, Legambiente Lamone Faenza, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Idee per la sinistra.




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SARSINA: Ripartiti gli scavi del Tempio Romano

Gli scavi archeologici nell'area del tempio tripartito di età romana del sito di Sarsina (Forlì-Cesena) possono ripartire a seguito della prima messa in sicurezza del sito, realizzata grazie all'accordo tra l'Istituto centrale per l'Archeologia del Ministero della Cultura, il dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso pubblico e della Difesa civile - Comando di Forlì-Cesena, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini e il comune di Sarsina. Sono terminate le operazioni di predisposizione dell'area, interessata da rischio idrogeologico. L'intervento, finanziato dall'Istituto centrale per l'Archeologia del Mic, si è reso necessario per garantire il prosieguo delle attività di indagine archeologica, oltre che le future fasi di restauro e valorizzazione del sito. La prima fase delle operazioni ha riguardato la salvaguardia del sito secondo il principio del "minimo intervento". Potranno ora riprendere le indagini sul campo a cura di archeologi professionalmente qualificati diretti dalla Soprintendenza, che curerà anche la divulgazione dei nuovi risultati delle ricerche. L'importante scoperta archeologica - un tempio tripartito riconducibile all'età romana, con adiacenti strutture altomedievali - era stata ufficializzata lo scorso settembre 2023 durante le Giornate europee del patrimonio. Sono stati individuati resti di una struttura quadrangolare di grandi dimensioni che si può ricollegare a un edificio di culto di età romana, datato in via preliminare al I sec. a.C., coevo con la pavimentazione in lastre di pietra arenaria del foro lasciate a vista nella vicina area archeologica pubblica e ritrovate anche alla base delle evidenze strutturali messe in luce. L'eccezionalità di tale rinvenimento consiste anche nel suo stato di conservazione.