18 SETTEMBRE 2023

14:21

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18 SETTEMBRE 2023 - 14:21


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BOLOGNA: La Digos sventa raid ambientalista alla fontana del Nettuno

Era stato programmato per ieri mattina l’ennesimo blitz da parte del movimento ambientalista che, per l’occasione, aveva scelto il centro di Bologna quale luogo per realizzare una iniziativa di danneggiamento ed imbrattamento. Ma questa volta il dispositivo di sicurezza predisposto dal questore di Bologna attorno ai luoghi simbolo del capoluogo, e in particolare quelli che affacciano su piazza Maggiore, hanno consentito di impedirne l’accadimento.
Intorno alle ore 11,30 di ieri, infatti, le numerose pattuglie della Digos hanno intercettato in piazza Minghetti la presenza di un gruppetto di attivisti di Ultima generazione, il gruppo attivo sul territorio nazionale e che recentemente ha realizzato clamorose azioni di imbrattamento in svariate città italiane.

Radunatosi prima di passare all’azione, il gruppo di attivisti si è quindi diretto verso piazza Maggiore, dividendosi anche per non destare sospetti. I componenti, tuttavia, sono stati intercettati nelle piccole stradine del centro dagli agenti e sorpresi in possesso di quattro taniche contenenti un liquido misto a sostanza di colore scuro, pronto per essere utilizzato per l’azione probabilmente ai danni della fontana del Nettuno.


Le taniche sono state sequestrate, insieme a due striscioni che sarebbero stati esibiti durante la “performance” inerenti l’attuale mobilitazione a sostegno della creazione di un fondo per le riparazione dei danni climatici. Tra il materiale sequestrato, anche diversi telefoni cellulari che gli attivisti sono soliti utilizzare per documentare l’azione e quindi veicolare in tempo reale il video su piattaforme social. I sei attivisti fermati sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di tentato danneggiamento aggravato in concorso. Per alcuni di loro, provenienti da fuori Bologna, sono al vaglio misure di prevenzione, tra cui il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno a Bologna. 




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LUGO: "Finto suicidio", la moglie sapeva dal 2016 che Guerra era in Grecia

Raffaella Borghi sarebbe stata a conoscenza, almeno dal 2016, che l'ex marito Adamo Guerra non era morto, ma si trovava in Grecia. Secondo quanto risulta all' Agenzia di stampa ANSA la donna, residente a Lugo, nel Ravennate, protagonista della storia di cui si è occupata nei giorni scorsi la trasmissione 'Chi l'ha visto' e diversi media, a settembre 2016 presentò una denuncia ai carabinieri di Imola per accusare l'ex di violazione degli obblighi familiari, in relazione al mantenimento delle due figlie. Adamo Guerra era scomparso a luglio 2013, lasciando due lettere in cui diceva che aveva problemi economici e di voler farla finita. Inizialmente si pensò a un suicidio ma, come verbalizzò la stessa ex moglie il 30 settembre 2016, Guerra venne rintracciato in Grecia dalla polizia di quel Paese, a seguito di ricerche in ambito europeo. Il ritrovamento fu notificato all'ex moglie e ai genitori di lui, che dalla scomparsa/allontanamento del figlio hanno aiutato, con una somma mensile, il sostentamento delle due nipoti. Ma verso la fine dell'estate 2016 Borghi denunciò l'ex: aveva bisogno di maggiori risorse dal momento che, tra l'altro, una delle due figlie sarebbe andata di lì a poco all'università. Nei giorni scorsi Borghi aveva detto di aver saputo che l'ex non era morto quando a febbraio 2022 aveva fatto richiesta all'Aire (Anagrafe italiani residenti all'estero) di essere un cittadino italiano residente in Grecia. Nell'ultima puntata Chi l'ha visto ha raggiunto l'uomo a Patrasso. "Dopo una segnalazione di Adamo in Grecia, ho contattato nel 2019 e nel 2021 il Consolato italiano ad Atene per avere conferma della sua presenza sul territorio greco e mi é stato risposto che lì non c'era nessuna traccia di lui". Sono le parole di Raffaella Borghi a Chi l'ha visto, diffuse dalla stessa trasmissione, dopo le notizie apparse oggi sul fatto che la donna sapeva che l'ex marito era in Grecia almeno dal 2016, quando lo denunciò per la violazione degli obblighi familiari. 'Chi l'ha visto' pubblica anche l'email che Borghi ricevette il 9 agosto 2021 dal Consolato, dove si diceva che non avevano tracce del suo ex marito, che non risultava essersi rivolto all'ambasciata.