21 LUGLIO 2023

11:02

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

10832 visualizzazioni


21 LUGLIO 2023 - 11:02


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

10832 visualizzazioni



SARSINA: Rinvenuto un imponente tempio romano, analisi in corso | VIDEO

Ancora si sta studiando per capire esattamente di cosa si tratti. Nel corso dei lavori di ricostruzione del nuovo palazzetto dello sport e del centro commerciale di Sarsina, sono emersi degli importanti ritrovamenti di interesse archeologico. I lavori sono stati sospesi per le verifiche e le ricerche disposte dalla Soprintendenza.

Un eccezionale ritrovamento archeologico è emerso a Sarsina, comune appenninico in provincia di Forlì-Cesena. Durante alcuni scavi per la costruzione di un nuovo palazzetto dello sport con annesso centro commerciale, sono venuti alla luce importanti reperti “di cui si sapeva già – dice a Teleromagna Sauro Turroni, architetto ed esponente di Europa Verde -, perché ci sono degli archeologi che hanno studiato nel tempo quello che era emerso da altre attività di scavo e si sapeva che lì c’era un tempio. Ora si tratta, con gli scavi che sono in corso, di capire di che tempio si tratta: molto probabilmente parliamo di un ‘capitolium’ e cioè il grande tempio romano con le tre divinità in tre ambienti diversi e cioè Giove, Minerva e Giunone. L’importanza del ritrovamento è molto grande – aggiunge Turroni – quello che stupisce è che non se ne sia affatto parlato. Una cosa del genere doveva essere nota a tutti e all’attenzione di tutti perché è il più importante rinvenimento che c’è stato da queste parti nell’ultimo periodo. Sarsina potrebbe quindi godere della presenza di questo monumento importantissimo, dalle foto che circolano ma anche andando a sbirciare il cantiere si capisce che si tratta di resti davvero imponenti”. Secondo Turroni “è importante che le operazioni di scavo vadano avanti, che si capisca esattamente che cosa c’è e poi ci sarà lo Stato che dovrà decidere”, conclude.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

ROMA: Valditara, "scrivere l'Italia agli italiani è condivisibile"

"L'affermazione 'l'Italia agli italiani' non solo non ha nulla di censurabile, ma è senz'altro condivisibile, poiché comprende tutti i cittadini del nostro Paese. È una frase più volte ripetuta dai movimenti politici che costituiscono il Governo". Lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara durante il question time alla Camera, rispondendo a un'interrogazione di Rossano Sasso (Futuro Nazionale). Il ministro ha aggiunto: "Dopo le decisioni assunte dal Consiglio di classe del Liceo Monti di Cesena sulla condotta dei due studenti che hanno esposto uno striscione con la scritta 'l'Italia agli italiani', ho avviato una verifica, in corso, con l'Ufficio Scolastico dell'Emilia-Romagna". Valditara ha premesso di non avere alcun potere sul processo valutativo del singolo Consiglio di classe, ma ha precisato che l'accertamento mira a chiarire se l'assegnazione di un approfondimento sulle leggi razziali e sul saggio "Gli africani siamo noi" sia stata in qualche modo condizionata dalla vicenda dello striscione, oppure motivata unicamente dalla violazione delle regole di condotta scolastica, come previsto dalle norme recentemente introdotte. Qualora dall'ispezione emergesse un collegamento tra il contenuto dell'elaborato critico e l'espressione dello striscione — anziché con la violazione disciplinare — si tratterebbe, secondo il ministro, di "un episodio grave, in contrasto con la deontologia professionale dei docenti". Valditara ha inoltre ricordato che la sua riforma del comportamento prevede provvedimenti disciplinari con finalità educativa, volti al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti nella comunità scolastica: "In nessun caso può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni che non siano in contrasto con le libertà altrui. Lo stesso Statuto delle studentesse e degli studenti stabilisce che non si può sanzionare uno studente per il suo pensiero politico". Il ministro ha citato anche una circolare che invita a stimolare spirito critico, pluralismo e dibattito, contrastando ogni forma di indottrinamento, "partendo dal presupposto che la grande missione della scuola sia educare a essere liberi da qualsiasi soggezione a persone, mode o ideologie". La replica del Pd Dura la reazione di Irene Manzi, responsabile scuola del Pd e capogruppo in commissione Istruzione alla Camera: "Un ministro della Repubblica, che rappresenta le istituzioni di tutti e non di una parte politica, ha giustificato la frase 'L'Italia agli italiani' affermando, anche nelle settimane scorse, che essa è patrimonio della destra italiana moderna e che l'hanno usata, fra gli altri, la Lega e Fratelli d'Italia. Come se il fatto che una frase sia nel vocabolario dei partiti di governo la rendesse automaticamente accettabile. Non è così: quella frase appartiene al lessico del peggior suprematismo, e nessuna appartenenza partitica la rende meno grave. Anzi, che venga sdoganata da un ministro la rende ancora più pericolosa". Manzi ha aggiunto: "C'è qualcosa di ancora più preoccupante: mandare ispettori negli istituti a contestare l'elaborato critico assegnato agli studenti di Cesena, in virtù di una legge che lui stesso ha voluto e scritto, banalizza costantemente il compito della funzione educativa e didattica che quotidianamente si compie nelle classi. Anzi, lo mette sotto accusa. Questo governo ha trasformato le istituzioni scolastiche in un terreno di controllo e perenne scontro politico, contrastando sistematicamente l'autonomia degli insegnanti e condizionando ogni voce libera con la minaccia della sanzione disciplinare".