20 MARZO 2023

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RIMINI: Verso candidatura Capitale Cultura 2026, evento pubblico in aprile | VIDEO

Rimini procede nel suo iter verso la candidatura a Capitale italiana della cultura 2026. Il 12 aprile si terrà la prima iniziativa pubblica di presentazione alla città. Del comitato promotore fanno parte anche Diocesi, Università di Bologna e Camera di commercio.

 

 

La primavera per Rimini segnerà l’avvio di una serie di iniziative per promuovere l’iter di candidatura a Capitale italiana della cultura 2026. La prima occasione sarà il 12 aprile con la presentazione del progetto alla città all’interno del cinema Fulgor. Ma la strada è ancora lunga.

Si è da poco insediato il comitato promotore che comprende, oltre al Comune, anche Regione e Provincia, il Forum piano strategico, Soprintendenza, Diocesi, Camera di Commercio e Università di Bologna. Il dossier per la candidatura è ambizioso. Nelle prossime settimane saranno individuate le tre figure a cui affidare la direzione artistica del progetto. In particolare si ricercano esperti per la valorizzazione degli spazi fisici ed immateriali del patrimonio culturale, per la produzione di contenuti digitali e legati alle materie scientifiche, la divulgazione della cultura tecnica. Tre i bandi pubblicati in tal senso in scadenza a inizio aprile.

“Per troppo tempo la nostra città è stata vista solo come capitale dell’effimero”, ha detto il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, per il quale questa è la volta buona “per una presa di coscienza collettiva di ciò che oggi è davvero Rimini”. Negli ultimi anni la città ha cambiato marcia, riqualificando i luoghi della cultura e aprendo nuovi musei ottenendo l’attenzione dei media internazionali. La rivista americana Forbes l’aveva già indicata come “meta del 2019” e quest’anno come meta di primavera insieme alla Via Emilia.




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SAVIGNANO: Unica Reti, gestione delle acque meteoriche per ridurre i cambiamenti climatici | VIDEO

A quasi un anno di distanza dalla violenta alluvione che ha flagellato la Romagna il 16 maggio del 2023 causando danni che hanno interessato famiglie e aziende, la società patrimoniale Unica Reti e i 30 Comuni della provincia di Forlì-Cesena promuovono una importante innovazione sul tema delle acque meteoriche e la gestione dei sistemi di drenaggio urbano. Un'evoluzione ritenuta opportuna e necessaria anche per dare una risposta alle mutate esigenze e agli effetti dirompenti dei cambiamenti climatici in atto, creando un argine che possa salvaguardare il territorio dai rischi idrogeologici sempre più evidenti. Il tutto nella consapevolezza che una gestione più sostenibile delle acque meteoriche può essere la chiave per adattare e ridurre l'impatto causato dai cambiamenti climatici estremi. “Sulla base di questi elementi conoscitivi, delle autorevoli opinioni acquisite attraverso gli interventi espressi nel corso del Convegno svolto nel dicembre 2023 a Forlì sui sistemi di drenaggio urbano, sul favorevole consenso consolidatosi fra i dirigenti e funzionari degli Uffici tecnici comunali coinvolti nella ricognizione, i 30 Comuni dell’ATO 8 Forlì-Cesena hanno assunto la decisione di affidare il servizio di gestione integrata delle acque meteoriche al gestore del servizio idrico a partire dal 1° gennaio 2025, favorendo quella logica e opportuna integrazione dei sistemi idrici, così come caldeggiato anche dalle più recenti direttive comunitarie, cogliendo altresì le opportunità normative e tariffarie che ARERA ha recentemente introdotto con il nuovo MTI 4 (il nuovo metodo tariffario in vigore dal 2024)".   Sono le parole che Stefano Bellavista, amministratore unico di Unica Reti Spa, ha rivolto nella giornata di oggi, giovedì 11 aprile, agli amministratori dei 30 Comuni della provincia di Forlì-Cesena, nel corso dell’Assemblea del Consiglio Locale di ATERSIR Forlì-Cesena, alla presenza tra gli altri, degli assessori all'Ambiente dei Comuni Cesena e Forlì, Francesca Lucchi e Giuseppe Petetta e Francesca Lucchi, rispettivamente presidente e coordinatore di ATERSIR ER.  Quello relativo all'affidamento del servizio di gestione delle acque meteoriche, decisione approvata dal Consiglio Locale di Forlì-Cesena, costituisce un passaggio opportuno, richiamato anche dalla L.R. n.4/2007 che, all'art.5, stabilisce che al fine di conseguire maggiori convenienze economiche e gestionali, la gestione dei sistemi di fognature separate, delle canalizzazioni e degli impianti per la raccolta e il convogliamento delle acque meteoriche di dilavamento delle superfici impermeabili, nonché́ la gestione dei sistemi di raccolta e depurazione delle prime acque di pioggia è ricompresa fra le attività̀ del servizio idrico integrato a far data dal 1 gennaio 2007. Nel corso dell'incontro di oggi, sono stati presentati i risultati della ricognizione svolta da Unica Reti, a partire dal 2022 in collaborazione con Hera – Divisione Acque e con il supporto tecnico di ENVIA, sulle reti acque meteoriche presenti all’interno del perimetro degli agglomerati urbani dei 30 comuni. Sono 827 i chilometri di rete fognaria che insistono nel territorio di Forlì-Cesena per totale di 1.471 scarichi e 138.360 caditoie: un patrimonio da potenziare e rendere adattivo per rispondere al meglio alle sfide rappresentate dal cambiamento climatico.   "Contemporaneamente all’avvio della ricognizione degli asset, è stata prodotta una mappatura puntuale" ha evidenziato l'amministratore Bellavista, rimarcando come la mappatura "potrà orientare con efficacia la necessaria azione di analisi delle criticità di drenaggio urbano e il successivo fondamentale lavoro di programmazione degli interventi di carattere adattivo e di mitigazione degli impatti che le precipitazioni determinano sul territorio di Forlì-Cesena. Di particolare rilievo il fatto che il lavoro di ricognizione svolto abbia prodotto una mappatura comprendente numerosi interventi di necessario adeguamento infrastrutturale censiti con l’ambizione di potere essere candidati al finanziamento sui fondi speciali Stato-Regione per il contrasto al dissesto idrogeologico".