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15 MARZO 2023 - 13:01


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EMILIA-ROMAGNA: Bocciato regolamento figli coppie gay, “Rischi anche per quelle etero” | VIDEO

Duro il giudizio di Arcigay Emilia-Romagna alla bocciatura in Senato del regolamento sul riconoscimento dei figli di coppie gay. Un avvocato ci spiega che in questo modo anche le coppie etero potrebbero non vedersi riconosciuta la genitorialità.

 

No del centrodestra in Senato al certificato europeo di filiazione, quello che prevede che se una persona viene riconosciuta genitore in uno Stato membro deve essere riconosciuta come tale in ogni altro Stato comunitario. Per Arcigay Emilia-Romagna a rimetterci sono ancora una volta i figli, i quali “rischiano di trovarsi senza diritti – commenta il coordinatore regionale dell’associazione, Marco Tonti - e rischiano di trovarsi in situazioni disperate. Per esempio, in caso di incidente, uno dei due genitori non potrebbe avere il diritto di assisterlo in ospedale o di prendere decisioni per suo conto”.

Duro il giudizio nei confronti della maggioranza. “È una posizione degradante nei confronti dei bambini e delle bambine – afferma Tonti, che è anche consigliere comunale a Rimini con il centrosinistra -, che dimostra il fatto che questo governo fallimentare deve cercare di distogliere l'attenzione dai suoi fallimenti, dal fatto che non riesce ad abbassare le tasse ai poveri e invece riesce ad abbassarle ai ricchi”.

La faccenda riguarda non solo le coppie omosessuali ma anche quelle eterosessuali, come spiega l’avvocato Christian Guidi che ha assistito Arcigay Rimini in alcune cause legali: “Nel momento in cui si continua a perseguire un'idea di genitorialità semplicemente connessa alla genetica, significa che le coppie, che per i motivi più disparati si sono trovate a perseguire la fecondazione eterologa”, finiranno con l’avere “uno dei due genitori” che “non potrà essere inserito come effettivo genitore del figlio o della figlia”. Il genitore non genetico, anche quello eterosessuale, rischia dunque di non vedere riconosciuta la propria genitorialità, come spiega l’avvocato. “Ci troviamo a delle aberrazioni giuridiche – afferma Guidi - che purtroppo sono collegate a visioni arcaiche, ormai ampiamente superate, del diritto di famiglia”.




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BOLOGNA: No alle riprese al processo Amato, per Odg e Aser è inaccettabile

"La decisione del presidente della Corte d'Assise di Bologna di non autorizzare le riprese video al processo che vede imputato il medico Giampaolo Amato, accusato di aver ucciso la moglie e la suocera, non è accettabile, soprattutto per le motivazioni. Secondo il presidente della Corte non ricorrerebbe un particolare interesse di rilevanza sociale". È quanto denunciano il presidente dell'Ordine dei giornalisti Emilia-Romagna, Silvestro Ramunno e il presidente dell'Associazione Stampa Emilia-Romagna, Paolo Maria Amadasi. "Nelle democrazie sono i giornalisti a stabilire l'interesse pubblico e la rilevanza sociale di una notizia, a garanzia della corretta informazione all'opinione pubblica. Una prerogativa che i giornalisti si impegnano ad esercitare nel rispetto della deontologia professionale e dei diritti delle persone coinvolte", si legge nel comunicato congiunto dell'Ordine dei giornalisti e dell'Aser. Il caso del medico Giampaolo Amato "è stato al centro delle cronache, ha fatto discutere la città ed è innegabile che un processo su un presunto duplice femminicidio sia di interesse pubblico. Ci rammarichiamo della decisione del presidente della Corte d'Assise di Bologna, un atto ulteriore di limitazione all'attività della stampa e all'informazione ai cittadini. Nell'auspicare un ripensamento, ricordiamo che altri tribunali dell'Emilia-Romagna hanno autorizzato le riprese per processi simili e che tutta l'attività della stampa si è svolta nel rispetto dei diritti delle persone coinvolte".