RIMINI: Balneari, il Comune apre i bandi senza una norma nazionale | VIDEO
In assenza di una normativa nazionale che regoli l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime in scadenza il prossimo 31 dicembre, i Comuni cominciano a fare di testa propria. È così per Rimini, la prima meta balneare d’Italia per presenze turistiche, dove la Giunta ha approvato l’atto di indirizzo che regola le evidenze pubbliche per il 2024. “Mentre Roma resta ferma, i Comuni sono obbligati a correre, in solitaria”, commenta l’amministrazione comunale.
L’avvio del procedimento “consente all’amministrazione comunale di differire la data di scadenza delle concessioni attualmente in essere per il tempo necessario all’indizione delle gare, avvalendosi dell’anno di slittamento 'per oggettive difficoltà' previsto dalla legge 118/2022, il cosiddetto decreto concorrenza Draghi”. In pratica, nulla cambia per la prossima stagione estiva. I nuovi concessionari dovrebbero essere selezionati in vista della stagione balneare del 2025.
La città comprende 470 concessioni tra stabilimenti, associazioni sportivi e altri tipi. Il Comune è ricorso ad un tavolo tecnico ad hoc il cui lavoro per arrivare all’atto di indirizzo è durato mesi. Tra i requisiti che saranno valutati vengono segnalati la capacità tecnica, professionale e finanziaria del concessionario, oltre le ricadute occupazionali, la sostenibilità ambientale e l’idoneità degli interventi proposti dagli aspiranti concessionari con il paesaggio.
“Per arrivare a questo provvedimento l’amministrazione - prosegue la nota - si è avvalsa del supporto di consulenti di alto profilo, necessario in considerazione della delicatezza del tema e in grado di poter fornire agli uffici una bussola per orientarsi in un contesto normativo indefinito e confuso, in un’anossia di informazioni e di indicazioni da parte del Governo”.
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