21 FEBBRAIO 2021

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21 FEBBRAIO 2021 - 11:04


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EMILIA - ROMAGNA: Arrivano alla Coop i pomodori della filiera etica | VIDEO

Nell’azienda agricola dell’associazione Ghetto Out – Casa Sankara nata 4 anni fa nel Foggiano da una sinergia tra Regione Puglia, associazionismo e movimento cooperativo, giovani migranti strappati alle condizioni disumane dei ghetti coltivano pomodori che hanno il sapore del riscatto, della legalità e della lotta al caporalato sulla terra che gestiscono e abitano con le loro famiglie. Pomodori che con la collaborazione di Conserva Italia, vengono trasformati in confezioni di pelati che racchiudono nel nome il senso profondo della filiera etica: “Riaccolto, la Terra della Libertà”. Confezioni da 400 grammi che per i prossimi mesi saranno presenti nei supermercati e negli Ipercoop di Coop Alleanza 3.0. Ai pelati “Riaccolto”, Coop Alleanza 3.0 dedica un apposito spazio espositivo con le principali informazioni del progetto e acquistandoli a un prezzo speciale, più alto della media dei prodotti simili, potranno contribuire allo sviluppo di questa piccola realtà e consolidare un modello in grado di estirpare lo sfruttamento diffuso nel settore. Inoltre, condividendo sui social il proprio acquisto, con l’hashtag #CasaSankara e taggando Coop Alleanza 3.0 potranno testimoniare la propria scelta etica. “È storico e sempre vivo l’impegno di Coop Alleanza 3.0 e delle realtà della cooperazione a diffondere la cultura della legalità e promuovere un’economia giusta ed emancipata dallo sfruttamento.” dichiara il presidente di Coop Alleanza 3.0, Mario Cifiello sottolineando che l’obiettivo della campagna di Coop Alleanza e Legacoop Puglia è sensibilizzare concretamente sul tema dell’illegalità, perché oggi il rischio è che l'impresa "cattiva" scacci quella buona e che la ricerca del prezzo più basso cancelli i diritti delle persone. Per Mbaye Ndiaye, referente di Casa Sankara “Il marchio dei pelati che oggi esce in tutta Italia è la realizzazione di un sogno lungo 8 anni raggiunto per gradi: prima un tetto dignitoso sopra la testa, poi un lavoro con un pagamento giusto.




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RAVENNA: Capanni balneari, rinviate a dicembre le demolizioni

Slitta il termine per la demolizione dei capanni balneari a Ravenna. C’è tempo fino a inizio dicembre per concludere le operazioni, ma anche per discutere un eventuale compromesso per salvare le storiche costruzioni. Da tempo prosegue infatti la diatriba tra i proprietari e il Comune, a inizio anno era arrivata l’ordinanza con cui l’amministrazione ravennate aveva ordinato la distruzione dei manufatti. Il termine iniziale per smontare le 74 casette di legno ancora esistenti sul litorale era il 30 aprile. Un’ordinanza però sospesa il 15 marzo, quando il sindaco ha chiesto al Parco del Delta del Po di esprimere una valutazione ambientale sui tempi e le modalità di esecuzione delle demolizioni, per fornire prescrizioni tecniche ai proprietari. Nel frattempo le operazioni di smantellamento si sono dunque fermate. A fine marzo, il Parco ha fornito le prescrizioni, e ad aprile il dirigente del Comune che aveva emesso l’ordinanza ha di conseguenza notificato all’Associazione Capannisti Balneari "che i lavori di demolizione potranno iniziare dal 23 settembre e terminare tassativamente entro i 90 giorni successivi", ossia entro l’8 dicembre. Ci sono ancora diversi mesi per trovare una soluzione per evitare l’abbattimento dei capanni che non insistono su aree protette, in estate dovrebbe arrivare un bando per consentire alle associazioni interessate di ottenere la gestione dei capanni, destinandoli ad attività per esempio di natura didattica.