7 AGOSTO 2020

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7 AGOSTO 2020 - 11:07


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ROMAGNA: Notte Rosa, Papeete e Samsara chiusi la sera | VIDEO

È arrivato il Capodanno dell’estate. Dopo i primi giorni della Pink Week segnati dal maltempo, sulla Riviera romagnola è attesto il pienone per il secondo weekend di agosto per gli eventi legati alla Notte Rosa. Una festa organizzata quest’anno tra le polemiche per la paura degli assembramenti nella prima estate da emergenza sanitaria e così, per evitare grane, due arcinoti locali della costa hanno deciso di chiudere alla sera. Si tratta del Papeete di Milano Marittima e del Samsara di Riccione. I titolari di quest’ultimo hanno fatto sapere di volere rinunciare alla Notte Rosa “perché ci sono troppe incognite e troppi pericoli in agguato”. “Qualsiasi cosa accada durante questi eventi – hanno aggiunto -, la responsabilità ricade sui titolari dei pubblici esercizi. Già affaticati da una stagione non semplice, non possiamo permetterci multe e sospensioni di licenza”. E così venerdì e sabato al Samsara la musica si spegnerà alle ore 22.

Nelle scorse settimane era stato un altro storico locale sulla spiaggia, il Bikini di Cattolica, a decidere di chiudere per l’impossibilità riscontrata dal titolare nel far rispettare ai giovani le regole del distanziamento e dell’uso della mascherina. Ancora a Riccione, il Consorzio dell’intrattenimento locale precisa che i locali che rimarranno aperti lo faranno “con servizi di vigilanza di unità di gran lunga superiori rispetto al solito”. Va precisato che la Notta Rosa quest’anno ha cambiato formula con eventi diffusi e più slow per riscoprire tutta la Romagna. Tante le iniziative nei borghi dell’entroterra per un “graduale ritorno alla normalità”, come auspicato nei giorni scorsi dal prefetto di Rimini.




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ITALIA: Legge di Bilancio, taglio alle TV e radio locali, a rischio pluralismo e occupazione

Le Associazioni Confindustria Radio Televisioni – TV Locali, AERANTI-CORALLO e ALPI esprimono fortissima  preoccupazione e netta contrarietà per l’emendamento governativo alla Legge di Bilancio depositato nella  notte, che taglia di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 le risorse destinate all’emittenza  radiofonica e televisiva locale. La relazione tecnica chiarisce che l’incremento complessivo del Fondo per il pluralismo è ottenuto a vantaggio  esclusivo del comparto della carta stampata, mentre le emittenti locali subiscono un taglio strutturale, in un  momento già segnato da forti difficoltà economiche e da una concorrenza impari con grandi operatori nazionali  e piattaforme globali. Ancora più grave è la previsione che consente al Presidente del Consiglio dei ministri di rimodulare il riparto del  Fondo con decreto, escludendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore radiotelevisivo locale. Una scelta che introduce instabilità, incertezza e marginalizzazione istituzionale del comparto. “In qualità di membro del consiglio nazionale di Aeranti e di direttore della emittente, devo lanciare un grido di allarme perché  siamo di fronte a una decisione che mette seriamente a rischio la sopravvivenza di centinaia di imprese, migliaia di posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione nei territori. È un atto in totale contraddizione con quanto affermato dal Ministro Adolfo Urso il 29 luglio 2025, quando aveva garantito la continuità delle risorse per le emittenti locali anche nella prossima Legge di Bilancio”, dichiara il direttore di Teleromagna, Gianluca Padovani Le Associazioni chiedono l’immediata modifica dell’emendamento, il ripristino delle risorse tagliate e il rispetto  del ruolo del MIMIT, evidenziando che, in assenza di correttivi urgenti entro la scadenza fissata per oggi alle ore  18, le conseguenze per il sistema dell’informazione locale saranno irreversibili