EMILIA-ROMAGNA: Turismo, a luglio meno 30% di presenze sulle spiagge | VIDEO
C’è chi guarda il bicchiere mezzo pieno, chi mezzo vuoto. Ad aprile non si sapeva ancora se la stagione balneare 2020 sarebbe partita a seguito dell’emergenza sanitaria e se sì, in quali condizioni. Ma il calo di presenze galoppa a due cifre. Il mese di luglio 2020 si è chiuso per le spiagge emiliano-romagnole con un meno 30 per cento di affluenza rispetto a luglio 2019. A mancare sono soprattutto gli stranieri. I dati di Sib-Confcommercio parlano di una flessione delle presenze a livello nazionale del 35 per cento. Dunque l’Emilia-Romagna, che tradizionalmente conta di più sul mercato italiano, le cose vanno un po’ meglio rispetto ad esempio al Veneto che attrae quote maggiori di stranieri. Il dato peggiore si registra in Sardegna: meno 70 per cento di presenze sulle spiagge.
Sembrano lontani i tempi del dibattito sul plexiglass. Distanziati gli ombrelloni, la vita sembra essere tornata tutto sommato quella di prima sull’arenile della Romagna, almeno nei weekend. Già, perché l’altra tendenza che la pandemia ha enfatizzato è la concentrazione dei turisti nel fine settimana. È stato così a luglio e ancora di più a giugno. Nei giorni feriali ad affondare i piedi nella sabbia sono soprattutto i residenti del posto o dei comuni limitrofi.
“Siamo ottimisti per agosto – afferma il presidente del Sindacato italiano balneari Antonio Capicchione -, anche se consapevoli che quest’anno non raggiungeremo il segno più in nessuna regione”.
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