6 AGOSTO 2020

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6 AGOSTO 2020 - 10:54


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EMILIA-ROMAGNA: Turismo, a luglio meno 30% di presenze sulle spiagge | VIDEO

C’è chi guarda il bicchiere mezzo pieno, chi mezzo vuoto. Ad aprile non si sapeva ancora se la stagione balneare 2020 sarebbe partita a seguito dell’emergenza sanitaria e se sì, in quali condizioni. Ma il calo di presenze galoppa a due cifre. Il mese di luglio 2020 si è chiuso per le spiagge emiliano-romagnole con un meno 30 per cento di affluenza rispetto a luglio 2019. A mancare sono soprattutto gli stranieri. I dati di Sib-Confcommercio parlano di una flessione delle presenze a livello nazionale del 35 per cento. Dunque l’Emilia-Romagna, che tradizionalmente conta di più sul mercato italiano, le cose vanno un po’ meglio rispetto ad esempio al Veneto che attrae quote maggiori di stranieri. Il dato peggiore si registra in Sardegna: meno 70 per cento di presenze sulle spiagge.

Sembrano lontani i tempi del dibattito sul plexiglass. Distanziati gli ombrelloni, la vita sembra essere tornata tutto sommato quella di prima sull’arenile della Romagna, almeno nei weekend. Già, perché l’altra tendenza che la pandemia ha enfatizzato è la concentrazione dei turisti nel fine settimana. È stato così a luglio e ancora di più a giugno. Nei giorni feriali ad affondare i piedi nella sabbia sono soprattutto i residenti del posto o dei comuni limitrofi.

“Siamo ottimisti per agosto – afferma il presidente del Sindacato italiano balneari Antonio Capicchione -, anche se consapevoli che quest’anno non raggiungeremo il segno più in nessuna regione”.




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ITALIA: Legge di Bilancio, taglio alle TV e radio locali, a rischio pluralismo e occupazione

Le Associazioni Confindustria Radio Televisioni – TV Locali, AERANTI-CORALLO e ALPI esprimono fortissima  preoccupazione e netta contrarietà per l’emendamento governativo alla Legge di Bilancio depositato nella  notte, che taglia di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 le risorse destinate all’emittenza  radiofonica e televisiva locale. La relazione tecnica chiarisce che l’incremento complessivo del Fondo per il pluralismo è ottenuto a vantaggio  esclusivo del comparto della carta stampata, mentre le emittenti locali subiscono un taglio strutturale, in un  momento già segnato da forti difficoltà economiche e da una concorrenza impari con grandi operatori nazionali  e piattaforme globali. Ancora più grave è la previsione che consente al Presidente del Consiglio dei ministri di rimodulare il riparto del  Fondo con decreto, escludendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore radiotelevisivo locale. Una scelta che introduce instabilità, incertezza e marginalizzazione istituzionale del comparto. “In qualità di membro del consiglio nazionale di Aeranti e di direttore della emittente, devo lanciare un grido di allarme perché  siamo di fronte a una decisione che mette seriamente a rischio la sopravvivenza di centinaia di imprese, migliaia di posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione nei territori. È un atto in totale contraddizione con quanto affermato dal Ministro Adolfo Urso il 29 luglio 2025, quando aveva garantito la continuità delle risorse per le emittenti locali anche nella prossima Legge di Bilancio”, dichiara il direttore di Teleromagna, Gianluca Padovani Le Associazioni chiedono l’immediata modifica dell’emendamento, il ripristino delle risorse tagliate e il rispetto  del ruolo del MIMIT, evidenziando che, in assenza di correttivi urgenti entro la scadenza fissata per oggi alle ore  18, le conseguenze per il sistema dell’informazione locale saranno irreversibili