EMILIA-ROMAGNA: Stop discoteche del Governo, Silb valuta ricorso al Tar | VIDEO
Dopo un’estate di assembramenti in pista, con moltitudini di giovani appiccicati senza mascherina nelle discoteche aperte, come quelle romagnole, il governo, il giorno dopo Ferragosto, ha deciso di spegnere la musica. Da lunedì e fino al 7 settembre stop alle piste da ballo di ogni sorta, dalle discoteche ai chiringuito in spiaggia. La motivazione addotta dal governo all’ordinanza che porta la firma del ministro della Salute, Roberto Speranza, è il continuo aumento nei nuovi casi di coronavirus in Italia con picchi quotidiani che non si registravano da maggio, e la situazione ancor più critica negli altri Paesi europei.
Ad insorgere sono gli imprenditori della notte. Il Silb, il sindacato che li riunisce, valuta il ricorso al Tar e parla di discoteche come “grandioso capro espiatorio”. Per il leader della Lega, Matteo Salvini, “è folle prendersela con i giovani”. Ma il governo tira dritto. “La priorità deve essere riaprire le scuole a settembre in piena sicurezza”, ha detto il ministro Speranza. Gli fa eco Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna che pure è stata la prima ad annunciare la riapertura delle piste da ballo. “Le discoteche, i cui gestori nessuno vuole criminalizzare – ha detto il governatore -, sono luoghi dove i rischi sono maggiori per ragioni oggettive”. Il governo promette aiuti economici per le imprese del settore da inserire nel decreto Agosto.
L’altra grande novità dell’ordinanza è l’introduzione dell’obbligo della mascherina dalle 18 alle 6 anche all'aperto, negli spazi di pertinenza dei locali e dei luoghi aperti al pubblico e negli spazi pubblici (come vie e piazze) che per caratteristiche favoriscono gli assembramenti. Un esempio, i lungomari.
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