ROMAGNA: Discoteche dimezzate, Indino “Non so come faremo a contenere i ragazzi” | VIDEO
Fa discutere la decisione della Regione di dimezzare gli ingressi in discoteca per arginare i contagi da coronavirus. I gestori dei locali da ballo lanciano l’allarme sull’ordine pubblico.
"Ancora una volta si colpisce un settore che viene identificato come un luogo in cui tutti mali della società convivono. Adesso ci è stato affibbiato anche il ruolo degli untori. Così il presidente del Silb-Sindacato Italiano Locali da Ballo Emilia-Romagna, Gianni Indino, commenta la nuova ordinanza della Regione, arrivata proprio alle porte del fine settimana ferragostano, nella quale viene dato un forte giro di vite alle discoteche. L'ordinanza prevede che il numero massimo di persone che possono entrare nei locali non sia superiore al 50% della capienza massima normalmente autorizzata. E prevede l'obbligo di indossare sempre la mascherina all'interno del locale, compreso durante il ballo, ammesso, ricordato la Regione, solo in presenza di piste all'aperto. Altra novità introdotta è la chiusura immediata del locale, senza alcun rimando ad ulteriori pratiche amministrative, se viene accertato dagli organi di vigilanza il mancato rispetto delle norme fissate dall'ordinanza stessa. Una stretta, quella decisa da Bonaccini, in linea con le forti pressioni che il governo sta facendo in questi giorni per cercare di attenuare i contagi da covid-19, che stanno tornando sopra i livelli di guardia. Una scelta che ha mandato nel panico i gestori dei locali che, spiega Indino, avevano già venduto molti biglietti per le prossime serate “Non so come faremo a contenere migliaia di persone che cercheranno di entrare – spiega – diventerà una questione di ordine pubblico”. Gli fa eco la sindaca di Riccione Renata Tosi che denuncia la mancanza di un documento medico a supporto della decisione e descrive il provvedimento come una “maionese impazzita”. Bonaccini, per difendersi, tira in ballo il Veneto: “Quindi io e Luca Zaia saremmo degli irresponsabili visto che è stata una decisione condivisa dalle due Regioni?”
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