17 MARZO 2017

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17 MARZO 2017 - 10:45


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ROMAGNA: Processionarie, multe salate per chi non collabora | VIDEO

“Una rondine non fa primavera, ma una processionaria si”. Potrebbe essere questo il triste proverbio che , negli ultimi giorni, sta tenendo in allarme cittadini e amministrazioni comunali circa il proliferare, proprio con l’arrivo della bella stagione, di questi fastidiosi insetti. La Processionaria del Pino, detta così perché attacca in particolare questo tipo di alberi, può causare gravi danni non solo alla vegetazione ma anche agli esseri umani, in quanto dotata di peli urticanti che la rendono pericolosa soprattutto nel momento in cui esce dal nido invernale. Pericolo che può essere addirittura mortale per quanto riguarda gli animali domestici. Basta infatti un semplice contatto per far insorgere problemi che, se non curati per tempo, possono risultare fatali. Come se non bastasse il 2017, secondo i calcoli degli esperti, dovrebbe essere l’anno di massima proliferazione di questi insetti, che conoscono un ciclo riproduttivo il cui culmine si manifesta circa ogni 7 anni. Per quanto riguarda gli spazi pubblici i Comuni si sono già attrezzati per correre ai ripari mentre, per i privati, le amministrazioni ricordano che ogni cittadino è responsabile delle proprie piante e che deve, per legge, provvedere alla rimozione dei rami infestati dai nidi, che devono essere distrutti con mezzi e modalità idonee, preferibilmente rivolgendosi al personale specializzato.  Chi non dovesse attenersi alle disposizioni rischia, per decreto ministeriale, una multa che va dai 50 ai 500 euro.




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RIMINI: Capitale cultura, Comune sostiene candidatura di Forlì e Cesena

Anche Rimini scende in campo a sostegno della candidatura di Forlì e Cesena a Capitale della Cultura 2028, aderendo al ‘Patto tra i Sindaci’. La Giunta comunale nell’ultima seduta ha approvato la sottoscrizione dell’accordo promosso dal Comune di Forlì che, insieme a Cesena, è in corsa per l’importante riconoscimento del Ministero della Cultura. Obiettivo del Patto, per il quale sono stati coinvolti una trentina di comuni delle Province di Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna e il Comune di Marradi, è allargare la proposta del dossier al territorio della Romagna e valorizzarne il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico della Romagna, rafforzando la cooperazione istituzionale e promuovendo un modello di sviluppo capace di generare crescita culturale, sociale ed economica. Attraverso il Patto, che ha una durata triennale, i Comuni firmatari si impegnano a collaborare nella progettazione e nell’attuazione delle iniziative previste nel dossier di candidatura, a condividere strumenti di coordinamento e monitoraggio e ad attivarsi per reperire le risorse necessarie alla realizzazione dei progetti. “Un percorso che Rimini conosce e condivide, forte dell’intensa e arricchente esperienza vissuta due anni fa con la candidatura della Città a Capitale italiana della cultura 2026 –sottolinea l’assessore alla Cultura Michele Lari - che ha visto Rimini arrivare tra le dieci finaliste e presentare a Roma, al Ministero, il proprio dossier, oggi peraltro alla base del lavoro che si sta portando avanti sul primo Piano Strategico della Cultura. Al fianco della delegazione riminese, quel 4 marzo 2024, erano presenti anche i rappresentanti dei comuni di Ravenna, Faenza, Lugo, Cesena e Forlì, a testimoniare come attraverso le relazioni tra città e la valorizzazione delle specificità di ogni territorio, sia possibile creare un grande racconto capace di affermare l’identità della Romagna a livello nazionale e non solo, nelle sue diverse sfaccettature. Ecco perché sosteniamo con convinzione la candidatura di Forlì e Cesena a Capitale Italiana della Cultura 2028”.