10 FEBBRAIO 2016

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10 FEBBRAIO 2016 - 16:06


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RIMINI: Celebrato il Giorno del Ricordo - LE FOTO

Con la deposizione delle corone d’alloro alla “Biblioteca di Pietra”, il monumento sul porto dedicato alle vittime del Confine Orientale, si sono concluse le celebrazioni del Giorno del Ricordo, la solennità civile istituita dal Parlamento in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Una cerimonia aperta da Monica Paliaga e Giovanni Ruzier, a nome delle associazioni degli esuli, ad aprire gli interventi che hanno preceduto la deposizione vera e propria a cui, oltre al Sindaco di Rimini Andrea Gnassi, hanno partecipato il Prefetto Peg Strano Materia, le autorità civili e militari, i rappresentanti delle associazione degli esuli e, in rappresentanza di tutti gli studenti riminesi, i ragazzi della VA del Marco Polo, accompagnati dalla prof.ssa Maura Plachesi, che hanno dato lettura di alcuni brani tratti dai testi di autori istriano - dalmati - giuliani, frutto del lavoro di ricerca e approfondimento su cui si sono impegnati negli ultimi tre anni. Al termine degli interventi una studentessa ha cantato una canzone di Sergio Endrigo, esule proveniente da Pola, ispirata al dolore delle persone che hanno vissuto quei terribili momenti.

“ ‘Ricordo’ – ha detto il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi nel suo intervento - è una parola bellissima, se la si guarda attraverso la lente dell’etimologia. Viene dal latino ‘re’ che significa ‘indietro’ e ‘cor’ che vuol dire ‘cuore’. Dunque, richiamare nel cuore. Che non vuol dire scappare dal presente ma non perdere nulla delle nostre esperienze, dei nostri sentimenti, consentendoci grazie a questi di avere cura e responsabilità nel presente e nel futuro.

Rimini ha scelto un luogo naturale per celebrare la sua Giornata del Ricordo. Un luogo che oggi, proprio grazie a condizioni metereologiche avverse, mostra ancor più la sua struggente ed evocativa bellezza.

Dentro la Storia ci sono le storie, che quasi mai finiscono nei libri di testo. E quando si parla di guerra sono storie tragiche, dolorose, che non finiscono con una vita. Molte di queste storie sono incise sui massi qui davanti. Donne e uomini richiamati nel nostro cuore perché testimoni dell’assurdità dei conflitti, della violenza, della prevaricazione. Lastre graffiate a sfidare tutti i giorni la forza della natura, che si abbatte e si ritrae a ritmo incessante su di loro. Ma nonostante tutto ciò quei nomi continuano a leggersi e raccontano ogni giorno la loro essenza.

Il Comune di Rimini dedica le pagine di questo libro agli esuli istriani, fiumani, dalmati e alla vittime dei conflitti di confine e delle foibe.

Il vento e la pioggia che sferzano i nostri visi sono in questo momento amplificatori di emozioni che proviamo. Richiamare nel cuore, ricordare, per non perdere nulla di quelle vite e di quel dolore, facendone il sale delle esistenze che viviamo tuttora. Settanta anni dopo non accenna ad esaurirsi il mortale filone dei conflitti etnici né dell’ideologia della violenza né dell’inganno razzistico. Sono stati alla base delle morti delle persone i cui nomi sono incisi in queste pietre. Sono alla base delle tante violenze, piccole e grandi, che punteggiano purtroppo ancora la nostra quotidianità. Lasciamo questo luogo portandoci indietro il suono del vento, serbandolo stretto nel cuore.”

La “Biblioteca di Pietra” è dovuta all’estro dell’artista riminese nato a Fiume Vittorio D’Augusta. Composta da trenta opere letterarie, il cui titolo e autore è ora inciso su targhe in ottone posizionate sui grandi blocchi di pietra del nuovo molo proprio in pietra d’Istria, è aperta da un leggio musicale che si protende verso il mare, per sottolineare con la semplicità e la leggerezza il rispetto dei luoghi.

Un semplice leggio su cui è inciso: “questa scogliera come biblioteca di pietra, questi massi di pietra come libri, il Comune di Rimini dedica agli esuli istriani, fiumani, dalmati e alle vittime dei conflitti di confine e delle foibe ultima tragedia dell’alto adriatico, area plurale di lingue, tradizioni, genti diverse, sconvolta in passato da nazionalismi e scontri ideologici tornata oggi cuore d’Europa e mosaico di culture”.




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