RIMINI: Non c'è pace per i delfini, nuovo ricorso
Non c'è pace per i quattro delfini del delfinario di Rimini ospitati all'Acquario di Genova in seguito alla denuncia di associazioni animaliste sui maltrattamenti che avrebbero subito nella struttura adriatica dove, in base alle accuse, erano costretti a "comportamenti insopportabili per le loro caratteristiche etologiche e quindi incompatibili con la loro natura anche sottoponendoli a trattamenti idonei a procurare un danno alla loro salute con conseguenti gravi sofferenze". La Cassazione ha infatti accolto con rinvio, per una nuova valutazione da parte dei giudici di merito di Rimini, il ricorso di Salvatore Guarino, legale rappresentante del delfinario finito sotto inchiesta. Nel reclamo alla Suprema Corte, contro l'ordinanza con la quale il Tribunale del riesame di Rimini lo scorso dodici maggio aveva confermato il sequestro dei delfini e la loro custodia presso l'Acquario di Genova, Guarino ha sostenuto che nel loro nuovo habitat i quattro delfini potrebbero correre dei "potenziali" rischi per la salute in quanto la struttura acquatica ligure può ospitare fino a dieci delfini, mentre adesso ce ne sono undici, proprio in seguito agli arrivi da Rimini. Secondo Guarino, i 'suoi' delfini - dei quali non ha chiesto il dissequestro - starebbero meglio se ospitati nell' acquario laziale 'Zoo Marine' che si trova a Torvaianica, vicino a Roma, a sud del litorale romano. Ora questa richiesta dovrà essere di nuovo presa in considerazione dal Tribunale di Rimini in base a quanto sottolineato nel verdetto 48597 della Terza sezione penale della Cassazione depositato oggi e relativo all'udienza svoltasi lo scorso venti ottobre
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