9 NOVEMBRE 2015

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9 NOVEMBRE 2015 - 12:01


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EMILIA ROMAGNA: Sciopero supermarket, per i sindacati punte del 100% - FOTO

Si è conclusa poche ore fa l'agitazione indetta da diverse sigle sindacali che hanno visto coinvolti i lavoratori dei supermercati e delle catene di grande distribuzione.  La prima delle due iniziative di mobilitazione e sciopero “Fuori tutti”, proclamate da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno fatto registrare, secondo i sindacati, un’altissima adesione allo sciopero e ai presidi organizzati nel territorio provinciale. L’astensione dal lavoro è stata elevata, con punte che hanno raggiunto, secondo quanto si apprende in una nota, il 100%; alcuni punti vendita sono rimasti chiusi per la massiccia adesione allo sciopero. Anche i presidi hanno fatto registrare un’altissima partecipazione, il picco si è raggiunto davanti all’IpercoopEsp di Ravenna dove i manifestanti sono stati circa 300. La mobilitazione è stata indetta per i rinnovi dei contratti nazionali di lavoro per i dipendenti della grande distribuzione sia privata che cooperativa, e per il rinnovo del contratto nazionale del commercio di Confesercenti. Le iniziative sul territorio provinciale si sono articolate in tre presidi nella mattinata del 7 novembre, dalle 9 alle 11,  davanti agli Ipercoop Esp di Ravenna, Maioliche di Faenza e Ipercoop di Lugo. Le sigle confederali hanno ricordato come i contratti nazionali siano scaduti da quasi due anni. Le trattative, pur avendo seguito percorsi diversi, ad oggi avrebbero avuto un unico risultato: il mancato rinnovo del contratto nazionale. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil ricordano come il negoziato, finalizzato alla definizione di un contratto collettivo nazionale di lavoro per la grande distribuzione organizzata (Gdo), si protrae da ormai due anni e continua a scontare posizioni di assoluta rigidità e un atteggiamento dilatorio da parte di Federdistribuzione. Ora sindacati e lavoratori si aspettano una risposta dalla grande distribuzione; la speranza è che si possano creare le condizioni per una evoluzione positiva della vertenza. In caso contrario si darà seguito alle mobilitazioni che prevedono un altro sciopero per la giornata del prossimo 19 dicembre.




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ITALIA: Legge di Bilancio, taglio alle TV e radio locali, a rischio pluralismo e occupazione

Le Associazioni Confindustria Radio Televisioni – TV Locali, AERANTI-CORALLO e ALPI esprimono fortissima  preoccupazione e netta contrarietà per l’emendamento governativo alla Legge di Bilancio depositato nella  notte, che taglia di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 le risorse destinate all’emittenza  radiofonica e televisiva locale. La relazione tecnica chiarisce che l’incremento complessivo del Fondo per il pluralismo è ottenuto a vantaggio  esclusivo del comparto della carta stampata, mentre le emittenti locali subiscono un taglio strutturale, in un  momento già segnato da forti difficoltà economiche e da una concorrenza impari con grandi operatori nazionali  e piattaforme globali. Ancora più grave è la previsione che consente al Presidente del Consiglio dei ministri di rimodulare il riparto del  Fondo con decreto, escludendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore radiotelevisivo locale. Una scelta che introduce instabilità, incertezza e marginalizzazione istituzionale del comparto. “In qualità di membro del consiglio nazionale di Aeranti e di direttore della emittente, devo lanciare un grido di allarme perché  siamo di fronte a una decisione che mette seriamente a rischio la sopravvivenza di centinaia di imprese, migliaia di posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione nei territori. È un atto in totale contraddizione con quanto affermato dal Ministro Adolfo Urso il 29 luglio 2025, quando aveva garantito la continuità delle risorse per le emittenti locali anche nella prossima Legge di Bilancio”, dichiara il direttore di Teleromagna, Gianluca Padovani Le Associazioni chiedono l’immediata modifica dell’emendamento, il ripristino delle risorse tagliate e il rispetto  del ruolo del MIMIT, evidenziando che, in assenza di correttivi urgenti entro la scadenza fissata per oggi alle ore  18, le conseguenze per il sistema dell’informazione locale saranno irreversibili