6 NOVEMBRE 2015

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6 NOVEMBRE 2015 - 12:44


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EMILIA ROMAGNA: Incidenti stradali, dati contrastanti. Chi ha ragione? - VIDEO

"Un buon risultato, che ci avvicina all'obiettivo europeo fissato per il 2020". Così l'assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Raffaele Donini commenta i dati del rapporto Aci-Istat, da cui emerge una riduzione degli incidenti (3,8%), dei feriti (4,1%) e dei morti (4,9%) sulle strade dell'Emilia-Romagna nel 2014 rispetto all'anno precedente. Secondo il report, nel 2014 in regione il numero degli incidenti (17.455) è sceso in quasi tutti i territori provinciali (18.136 nel 2013); un migliaio i feriti in meno. Rispetto al 2013, complessivamente, i decessi sono stati 17 in meno: un calo registrato ovunque, tranne che nel riminese (un morto in più), nel reggiano (cinque decessi in più) e nel territorio della Città Metropolitana di Bologna (dai 62 morti del 2013 agli 80 dello scorso anno). La tipologia di utente che risulta maggiormente coinvolta è il pedone, con 10 persone che hanno perso la vita sulle strade comunali. Rispetto al 2010, in Emilia-Romagna il calo in termini di mortalità è stato del 18%. Non è proprio dello stesso parere l'Asaps, Associazione sostenitori polstrada: aumentano incidenti e le vittime nei centri urbani e tra i morti soprattutto pedoni e ciclisti. "E' esaurito l'effetto positivo dell'elettronica - commenta il presidente Giordano Biserni. "Anche i sistemi di protezione attivati sulle vetture (e in parte sulle moto), con la diminuzione sensibile negli anni dei decessi fra i conducenti e trasportati sulle auto, dimostra che oltre un certo limite è poi difficile arrivare quando i coinvolti sono pedoni e ciclisti. Ed anche il sistema strade, invece di diventare nel tempo sempre più protettivo, ha visto un decadimento strutturale e manutentivo che su certe statali, provinciali e comunali è a dire poco imbarazzante".




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EMILIA-ROMAGNA: Crisi commercio locale, in 10 anni spariti 8mila negozi | VIDEO

Presentato a Bologna l’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale di Nomisma, che fotografa la desertificazione commerciale in Emilia-Romagna. Tra il 2015 e il 2025, secondo lo studio, in regione si sono perse 8.019 unità locali, con una flessione del 9,5%. A Bologna il calo è dell’8,3%, mentre in Romagna Rimini contiene le perdite al 5,9%, Forlì-Cesena scende del 10,5% e Ravenna del 13,1%. Il commercio di prossimità resta il comparto più colpito, mentre la ristorazione si conferma il settore più dinamico. Sullo sfondo pesa anche il costo degli immobili: nel capoluogo emiliano i prezzi di compravendita dei negozi segnano un -13,9% tra 2015 e 2025, con canoni di locazione in aumento del 2,4%. “Dalla lettura dei dati risulta evidente come i settori del commercio locale che presentano le performance migliori, ristorazione, salute e cura della persona e articoli per l’edilizia, siano sostenuti da fattori esogeni, come il boom turistico e i bonus edilizi”, osserva Francesco Capobianco, responsabile Public Policy di Nomisma.  L'assessora regionale al Turismo e al Commercio Roberta Frisoni ha aggiunto: “La crisi commerciale oggi è accentuata anche dagli scenari internazionali, e ogni territorio è chiamato a rispondere con le proprie leve. La Romagna ha sempre puntato sul turismo e l’obiettivo resta quello di rafforzare sempre di più i negozi di vicinato per contrastare la desertificazione sociale: in questa direzione va anche il bando da 14 milioni di euro dedicato agli hub urbani".