5 NOVEMBRE 2015

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5 NOVEMBRE 2015 - 12:51


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RAVENNA: Porto, ancora polemiche sullo smaltimento dei fanghi - VIDEO

La vicenda dello scavo dei fondali del porto di Ravenna, che oramai tiene banco da molti anni, continua a registrare ogni giorno nuove polemiche con posizioni diverse e contrapposte, spesso legate ad indicazioni politiche. Al momento il tema delle casse di colmata è centrale nel nuovo progetto di escavo dei fondali e si parla di strutture in grado di ospitare quasi due milioni e mezzo di metri cubi di materiale fangoso. Si tratterà di un intervento consistente nel quale sarà necessario investire almeno 55 milioni di euro. Di questo tema si è parlato in Municipio a Ravenna in un dialogo tra amministrazione e Unione utenti del porto ed è stato specificato che il progetto prevede la realizzazione di due opere a scogliera per delimitare le casse di colmata che però saranno costruite in modo tale da non interferire col canale navigabile e gli attracchi per le navi da crociera a Porto Corsini e il porto turistico di Marina di Ravenna. Come si diceva però la realizzazione delle casse di colmata non piace a tutti e una proposta alternativa arriva dalla Lega Nord Romagna che propone di portare al largo il materiale fangoso. La proposta prevede poi anche il riutilizzo delle sabbie, magari nel settore dell’edilizia, mentre per i sedimenti inquinati la soluzione potrebbe essere quella della creazione di depositi sommersi al largo. Dall’Autorità portuale ravennate poi sarà presto presentata alle commissioni consiliari una nuova versione, ridimensionata, del cosiddetto Progettone per l’approfondimento dei fondali ma le stesse commissioni minacciano di boicottare il progetto, non avendone ricevuta una versione prima della discussione. E dunque l’annosa vicenda dell’approfondimento dei fondali e il relativo smaltimento dei fanghi continua ad essere ancora lontana da una soluzione che possa convincere e soddisfare i tanti soggetti coinvolti.  




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

FORLI’: Boom di prestiti di opere d’arte, Bongiorno, “riconoscimento del nostro patrimonio artistico”

Centottanta prestiti in meno di sei anni. I pregevoli capolavori forlivesi, custoditi presso i Musei Civici del San Domenico o facenti parte delle altre collezioni cittadine, sono sempre di più protagonisti di grandi eventi espositivi nazionali ed internazionali. Ultimo in ordine di tempo è il famoso dipinto di Lorenzo di Credi, “Ritratto di giovane donna”, più noto come la Dama dei Gelsomini, che fino al prossimo 18 ottobre potrà essere ammirato nell’ambito della mostra intitolata "Bellezza e Bruttezza. Reale, ideale, caricaturale nel Rinascimento", allestita presso la nota Galleria d'Italia di Milano. “La richiesta di prestiti pervenuta in questi ultimi 6 anni al Comune di Forlì” – afferma il vicesindaco, Vincenzo Bongiorno – “testimonia l’importanza e il valore dei capolavori conservati nelle nostre collezioni comunali e il riconoscimento di Forlì come città d’arte e di cultura a livello nazionale ed internazionale. Un aspetto da non sottostimare, ma anzi di cui essere orgogliosi, continuando a curarlo e a farlo crescere.” Firenze con la Galleria degli Uffizi e il Museo Nazionale di San Marco, Parigi con il Louvre, Varsavia con il Castello Reale, Milano con il Castello Sforzesco e le Gallerie d’Italia, Torino con il GAM, Bologna con la Pinacoteca Nazionale, Ferrara con Palazzo dei Diamanti, Trento e Rovereto con il Mart, Genova con Palazzo Reale, Mantova con Palazzo Te, Siena con Santa Maria della Scala, Gubbio con Palazzo dei Consoli, Macerata con Palazzo Buonaccorsi, Ravenna con il MAR, sono solo alcune delle città e degli istituti culturali in cui sono approdate in prestito le opere forlivesi, senza dimenticare le grandi mostre del San Domenico organizzate dalla Fondazione Cassa dei Risparmi in collaborazione con il Comune. “La particolare attenzione al nostro straordinario patrimonio artistico” – aggiunge il Vicesindaco – “è il frutto di un lungo e attento percorso di relazioni e collaborazione con i più importanti musei e istituzioni culturali di tutto il mondo. Questo significativo interesse del mondo espositivo per le nostre opere e la conseguente partecipazione a grandi mostre d’arte ha plurimi benefici: consolida il posizionamento del Museo Civico San Domenico nel panorama culturale italiano e internazionale, costituisce uno strumento importante di valorizzazione e promozione di Forlì e permette alle opere forlivesi di essere studiate ed apprezzate all’interno di nuovi ed inediti contesti.”