25 NOVEMBRE 2015

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25 NOVEMBRE 2015 - 13:23


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RIMINI: Affidato il monitoraggio sugli effetti delle nuove opere marittime - VIDEO

Un’attività di monitoraggio sia sul rilievo plano altimetrico della spiaggia emersa, che con prelievo di campioni di sedimento e analisi granulometrica circostanziate nel disciplinare tecnico. Dopo la conclusione dei lavori per la realizzazione di un nuovo braccio di scogliera a San Giuliano mare di Rimini e la prosecuzione dell’intervento a difesa della costa e balneazione tra la fossa Sortie e il deviatore Marecchia, la Direzione Lavori pubblici del Comune riminese ha provveduto ad affidare il monitoraggio degli effetti delle opere marittime sull’ambiente. L’attività, che si svolgerà nell’arco di tre annualità, è stata assegnata alla società Surveying Sistems srl per un importo complessivo di 32.164,08 euro. “L'andamento e il monitoraggio delle ondate e gli effetti che esse hanno sulla balneazione e sull'erosione – ha detto l’assessore al Governo del Territorio Roberto Biagini - sono la "bussola" che serve all'amministrazione comunale per orientare gli interventi da realizzare in particolare nella zona nord del segmento marittimo. Proprio alla luce della prima mareggiata che si è verificata la scorsa domenica e che ha causato danni in zone costiere limitrofe, si è potuto, di contro, appurare la bontà dell'intervento effettuato nelle otto scogliere di Viserba. Un lavoro che ha permesso una migliore circolazione dell'acqua e non ha compromesso nulla in termini di "seri" fenomeni erosivi”. Nel mese di Marzo prossimo si completerà l'intervento con l'allargamento dei varchi e, se necessario, con un ulteriore abbassamento della parte interna delle scogliere.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

FORLÌ: Crisi Electrolux, i sindacati, "Siamo tornati al punto di partenza"

"L'incontro di questa mattina al Comune di Forlì, convocato dalla Regione Emilia-Romagna alla presenza dell'assessore Giovanni Paglia e del sindaco Gian Luca Zattini, ha confermato l'attenzione e la compattezza delle istituzioni e del territorio sulla vertenza Electrolux e una valutazione unanime: dopo mesi di confronto rischiamo, nei fatti, di essere tornati al punto di partenza". Lo affermano in un comunicato congiunto Cgil, Cisl, Uil forlivesi e la Rsu dell'azienda. "Dopo gli incontri del 3 e 4 settembre al Mimit, Electrolux non ha prodotto il cambio radicale del piano che si era impegnata a fare. Il piano resta inaccettabile e, su alcuni versanti, è ancora più preoccupante. I numeri complessivi - proseguono i sindacati - parlano chiaro: 1.450 esuberi in Italia, ai quali si aggiungono 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati e 91 già cessati senza rinnovo. Nel frattempo, l'organico a tempo indeterminato è già sceso da 4.279 a 4.200 dipendenti tra aprile e agosto. A Forlì sono previsti 297 esuberi: 214 nella produzione e 83 nello staff. Gli operai produttivi passerebbero da 584 a 370 nel 2028 e i volumi complessivi da circa 1,58 milioni a 1,187 milioni di pezzi, con i piani cottura più che dimezzati, da 452 mila a 207 mila. Con questi numeri non è in discussione soltanto l'occupazione: Forlì rischia di non reggere più i propri costi fissi e di essere accompagnata, nei fatti, verso la chiusura. In aggiunta a questo, resta anche il nodo della ricerca e sviluppo, settore strategico per il paese, e anche lo stabilimento forlivese". I firmatari della nota si rivolgono al governo, a cui "chiediamo di accelerare le risposte sul costo dell'energia, sul riconoscimento dell'elettrodomestico come settore strategico e sulla revisione del CBAM nel rapporto con l'Unione Europea. Ma a ogni sostegno pubblico devono corrispondere impegni precisi della multinazionale: produzioni, investimenti, ricerca e occupazione in Italia. È inoltre inaccettabile - conclude la nota - che proprio mentre presenta un piano con 1.450 esuberi e senza investimenti sufficienti a garantire una prospettiva agli stabilimenti, Electrolux chieda contemporaneamente di aumentare i ritmi di lavoro; un atteggiamento che riteniamo grave e quantomeno irrispettoso"