29 OTTOBRE 2015

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29 OTTOBRE 2015 - 19:00


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RIMINI: Monte Colombo ha la nuova Commissario

Con provvedimento in data odierna, il Prefetto ha decretato infatti la sospensione del Consiglio Comunale  di Monte Colombo e la nomina della  dott.ssa Cinzia Renna per la provvisoria amministrazione dell’Ente, con il conferimento dei poteri spettanti al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale. Il Prefetto ha preso atto delle dimissioni del Sindaco di Monte Colombo Sig. Eugenio Fiorini, formalizzate in data 08 ottobre 2015 e divenute efficaci e irrevocabili, decorsi 20 giorni, ai sensi dell’art.53, comma 3, del decreto legislativo n°267/2000. Ha pertanto proceduto, ai sensi dell’art.141, comma 7, del decreto legislativo 267/2000, in attesa del provvedimento di scioglimento del Consiglio Comunale – per il quale occorre un decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno -, ad emettere il decreto di sospensione del Consiglio e di nomina del Commissario. Il Comune di Monte Colombo –com’è noto- è stato interessato il 16 ottobre u.s. dal referendum consultivo –che ha dato esito positivo- per la fusione con il comune di Montescudo. Sono attualmente le conseguenti procedure di competenza della Regione Emilia Romagna. La dr.ssa Cinzia Renna, Dirigente del Servizio Contabilità e Gestione finanziaria presso questa Prefettura ha già svolto l’incarico di Sub Commissario prefettizio nei comuni di Gemmano e Poggio Torriana. Laureata in Economia e Commercio,  è abilitata alla professione di Dottore Commercialista e iscritta nel registro dei Revisori contabili. Prima di entrare nei ruoli dell’Amministrazione civile dell’Interno, è stata Dirigente del Settore Programmazione Economia e Finanziaria nel Comune di Santarcangelo di Romagna nonché consulente presso diversi Enti locali e privati oltre ad aver svolto diversi incarichi di docenza in convegni per Pubbliche Amministrazione L’Amministrazione ha inteso prestare, con la nomina della dott. Renna, la massima attenzione alle esigenze della comunità e dei cittadini di Monte Colombo.




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FORLÌ: Foibe ed esodo raccontati da Fausto Biloslvavo | VIDEO

È stato presentato a Forlì con una vera e propria lezione di storia sUl tema delle foibe e dell’esodo giuliano-fiumano-dalmata, il nuovo libro del reporter di guerra Fausto Biloslavo. Si intitola “Le pagine strappate della storia” e ripercorre nel dettaglio i tragici momenti dell’occupazione jugoslava di Trieste e Gorizia e il terrore comunista sul confine orientale di Italia al termine della Seconda Guerra Mondiale.   Oltre 10mila vite spezzate sull’altopiano del Carso; più di 300 mila storie di famiglie forzatamente divise e strappate dalle proprie terre riunite solo dalle masserizie stipate nel Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste; indotte ad andarsene. Bambini costretti ad assistere al massacro dei padri e alle violenza sulle madri. Uomini e donne prelevati dalle loro case e mai più tornati. Sono solo alcune delle tragiche vicende raccontate ne “Le pagine strappate della storia”, il nuovo libro di Fausto Biloslavo presentato anche a Forlì. Giornalista e reporter di guerra da oltre quarant’anni, figlio di esuli e nipote di nonno infoibato, Biloslavo ripercorre le drammatiche fasi dell’esodo giuliano-dalmata e la tremenda esperienza delle foibe. Pagine di storia italiana cancellate dalla stessa matrice: l’ideologia comunista del maresciallo Tito e del connivente Partito Comunista iitaliano. Tito che, ad armistizio firmato, il 3 maggio 1945 invade Trieste e Gorizia infoibando decine di migliaia di italiani ritenuti nemici della “Jugoslavia”. Una pulizia etnica, politica e ideologia che, alla ritirata del IX Korpus titino, portò nella sola foiba di Basovizza, divenuto monumento nazionale nel 1992 e sede della cerimonia del “Giorno del Ricordo” ogni 10 febbraio dal 2004 quando venne introdotta con legge dello Stato votata a maggioranza da tutto il Parlamento (furono solo 12 i voti contrari: quelli di deputati e senatori del PCI ndr.), all’estrazione di 450 metri cubi di corpi esanimi. Fino al cimitero a cielo aperto della Slovenia, dove l’ultima foiba scoperta delle 700 cavità scoperte tra grotte, fosse comuni e appunto foibe, a Kočevski Rog, vede la riesumazione di 3.540 cadaveri. Nel mezzo la sofferenza degli eredi di esuli e infoibati. Alimentata da un oblio pilotato da coloro che credevano “fratelli”. Italiani. Come loro.