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RIMINI: Incastrato in piscina, cosa dice l'autopsia sul corpo di Matteo

CRONACA - Si è concluso nel tardo pomeriggio di oggi l'esame autoptico sul corpo di Matteo Brandimarti, il 12enne di San Benedetto del Tronto morto dopo essere rimasto incastrato sott'acqua in una piscina termale di Pennabilli. L'esito confermerebbe nella sindrome da annegamento la causa del decesso. La Procura di Rimini ha iscritto tre persone nel registro degli indagati per omicidio colposo: il direttore della struttura, l’amministratore della società proprietaria e il responsabile della manutenzione. Gli accertamenti hanno rilevato lesioni alla gamba sinistra compatibili con un incastro meccanico, con ferite dalla caviglia fino alla coscia, elemento che rafforza l’ipotesi investigativa di un risucchio dell’arto nel bocchettone della vasca e del conseguente intrappolamento sott’acqua. Saranno necessari ulteriori approfondimenti, in particolare esami istologici, per la relazione definitiva attesa nei prossimi due mesi. Al termine degli accertamenti, la salma sarà restituita alla famiglia per i funerali in provincia di Ascoli Piceno. Il ragazzo, in vacanza con i genitori, era stato soccorso in arresto cardiaco e trasportato all’ospedale Infermi di Rimini, dove è morto dopo alcuni giorni di ricovero. Disposto il sequestro della struttura ricettiva per consentire verifiche tecniche, mentre l’indagine della Procura prosegue per accertare eventuali responsabilità nella gestione e sicurezza dell’impianto.

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BASEBALL: San Marino parte forte, doppia vittoria contro Macerata

San Marino inizia la Serie A Gold 2026 con una doppia vittoria contro Macerata, conquistando due successi importanti nel primo weekend stagionale e rendendo positivo anche l’esordio da manager di Jairo Ramos.

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FORLÌ: Morti in ambulanza, Luca Spada potrebbe aver ucciso 6 anziani

Sono in totale sei i casi di decesso di anziani che la Procura di Forlì attribuisce a Luca Spada, l’autista di ambulanze 27enne originario di Meldola arrestato sabato con l’accusa di aver provocato la morte dell’85enne Deanna Mambelli, deceduta il 25 novembre 2025 dopo quella che gli inquirenti ritengono un’iniezione d’aria tramite accesso venoso. Secondo gli inquirenti, l'ex operatore della Croce Rossa avrebbe agito approfittando della vulnerabilità delle vittime, in violazione dei doveri legati al servizio svolto, ai danni di pazienti e con modalità ritenute insidiose. Per il primo episodio oggetto della misura cautelare, la Procura ipotizza anche la premeditazione, circostanza che la gip Ilaria Rosati non ha però riconosciuto. Per l’accusa, un possibile indice della pianificazione sarebbe in un messaggio inviato il 17 novembre a un collega, nel quale Spada prospettava l’intenzione di “fare una lunga” per “far fuori qualcuno”. Un elemento che, secondo il giudice, non prova in modo univoco una scelta anticipata, risultando compatibile anche con un proposito maturato sul momento o con una semplice preparazione del gesto. Nell’ordinanza emergono inoltre intercettazioni dai toni cinici, con frasi sugli anziani ritenuti “destinati a morire” e riferimenti a decessi durante i turni. Gli investigatori segnalano anche contatti con ambienti di onoranze funebri. Tra gli elementi a carico figura infine la testimonianza di una collega, che ha riferito dell’uso anomalo in ambulanza di strumenti come siringhe e bisturi, ipotizzando che l’indagato potesse introdurre aria nei cateteri dei pazienti durante i trasporti.


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