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Thumbnail FORLÌ: Due agenti feriti in carcere, è allarme sicurezza

FORLÌ: Due agenti feriti in carcere, è allarme sicurezza

Due appartenenti alla Polizia penitenziaria sono rimasti feriti in distinti episodi di aggressione avvenuti all’interno della casa circondariale della Rocca di Forlì. Come riporta il Corriere Romagna, un sottufficiale e un agente hanno riportato lesioni giudicate guaribili rispettivamente in dieci e sette giorni. I fatti riaccendono i riflettori su una situazione di forte criticità che da tempo caratterizza il penitenziario forlivese, alle prese con sovraffollamento, carenza di organico e una struttura ormai datata, destinata a essere dismessa una volta completato il nuovo carcere nell’area del Quattro. Nell’attesa, però, il clima all’interno della Rocca resta teso, con ripercussioni evidenti sulla sicurezza di operatori e detenuti. Il primo episodio risale a sabato pomeriggio, quando un sottufficiale è stato aggredito da un detenuto, riportando una frattura alla mano. Dopo le cure mediche, per l’agente è stata disposta una prognosi di dieci giorni. Il secondo caso si è verificato lunedì pomeriggio: un operatore della Polizia penitenziaria è rimasto vittima dell’aggressione di un detenuto con problemi psichiatrici, riportando una slogatura alla spalla e una prognosi di sette giorni. Due infortuni che pesano ulteriormente su un organico già ridotto, con una carenza stimata in circa quaranta unità rispetto alle necessità della struttura, che ospita un numero di detenuti superiore alla capienza regolamentare, in linea con quanto avviene in molte carceri italiane. Ora l’attenzione si sposta sulla direzione dell’istituto, chiamata a intervenire per garantire maggiori tutele al personale in servizio e agli stessi detenuti. A livello nazionale, l’ultimo concorso per la Polizia penitenziaria ha portato alla formazione di circa 3.500 nuovi agenti, ma il percorso di tirocinio avrebbe registrato numerose rinunce. Un segnale, questo, delle difficoltà crescenti legate al lavoro all’interno degli istituti di pena e della necessità di un intervento strutturale sul sistema carcerario.

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MOTORI: L’Africa Race 2026 è ormai ai blocchi di partenza | VIDEO

Nel 2025 erano state le verifiche amministrative e tecniche, quest’anno Africa Eco Race ha deciso di ritrovarsi a Bordighera con i concorrenti italiani per un’anteprima molto esclusiva,  al palazzo del Parco. Una presentazione con piloti e team sulla strada di Marsiglia da dove martedì 20 gennaio si sono imbarcati sul traghetto de La Meridionale diretto a Tangeri, perché è da qui che l’Africa Eco Race 2026 prenderà il via per la sua 17esima edizione. A Bordighera c’era l’intero squadrone Aprilia capitanato da quel Jacopo Cerutti che ha vinto le ultime due edizioni e parte quest’anno per conquistare la sua terza consecutiva. Insieme a lui i compagni di squadra Francesco Montanari e Marco Menichini, oltre ai fratelli Guareschi, responsabili del progetto Aprilia e creatori della Tuareg che corre da tre anni nel rally africano. La maggior parte dei piloti moto si sono ritrovati in Liguria, e fra loro anche coloro che gareggeranno nella Malle Moto, la categoria in cui si corre da soli, senza assistenza, occupandosi della propria moto in ogni momento della giornata. Alessandro Botturi, forte pilota Yamaha alla ricerca della sua terza vittoria, si è collegato in diretta con il teatro ligure mentre Mirco Bettini, romagnolo di Verucchio, era presente alla serata insieme a sua moglie Miria Amadori che si occuperà dell’assistenza del team che, oltre a Mirco include anche il loro figlio Tommaso. Oltre a loro meccanici e appassionati che sono venuti a salutare le squadre che da Bordighera sono scese a Marsiglia per imbarcarsi alla volta del Marocco. Due giorni di navigazione per raggiungere Tangeri, il 23 gennaio, da dove il giorno dopo inizieranno le operazioni preliminari del rally raid che si snoderà lungo Marocco Mauritania e Senegal fino a concludersi sulle rive del Lago Rosa, a Dakar il 7 febbraio.


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