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Thumbnail EMILIA-ROMAGNA: Riqualificazione strutture ricettive, 27mln per prossimo bando | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Riqualificazione strutture ricettive, 27mln per prossimo bando | VIDEO

Alberghi e strutture ricettive più moderne, accessibili, sostenibili. La regione Emilia-Romagna rilancia sulla qualità dell’accoglienza con nuovi investimenti e un piano d’azione per favorire la riqualificazione del patrimonio ricettivo e rafforzare la competitività dell’offerta turistica sui mercati nazionali e internazionali. In arrivo 27 milioni di euro per il prossimo bando dedicato alla riqualificazione delle strutture ricettive, 7 in più rispetto ai 20 inizialmente previsti, grazie a un ulteriore previsione regionale. E un nuovo piano d’azione, con un percorso che prende il via da subito e si svilupperà entro la fine dell’anno, per accompagnare l’innovazione del sistema ricettivo, per leggere sia i mutamenti in corso sul fronte dell’offerta, intervenendo sulla disciplina delle strutture ricettive dirette all'ospitalità, sia sugli aspetti urbanistici che possano accompagnare gli investimenti. Investimenti che accompagnano una visione innovativa del turismo e un percorso di aggiornamento delle regole: sono in corso studi e approfondimenti volti a elaborare proposte di innovazione del quadro normativo e entro la fine dell’anno verrà organizzato un primo momento pubblico di confronto. L’obiettivo, favorire una riqualificazione diffusa del patrimonio ricettivo regionale, attraverso strumenti finanziari e regole capaci di accompagnare gli investimenti delle imprese e rispondere alle nuove esigenze del mercato turistico. Il Piano e la relativa road map sono stati presentati a Bologna dal presidente della Regione, Michele de Pascale, e dall’assessora al Turismo e Commercio, Roberta Frisoni.Il nuovo bando potrà contare su una dotazione complessiva di 27 milioni di euro: ai 20 milioni già annunciati con l’assestamento di bilancio si aggiungono infatti ulteriori 7 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione. L’impegno della Regione riguarda anche la qualità complessiva delle destinazioni turistiche, con investimenti che puntano a rendere più attrattivi i territori e a rafforzarne l’economia: 10 milioni di euro per la riqualificazione dei waterfront, 21 milioni per gli hub urbani e di prossimità e 10 milioni per sostenere le imprese del commercio.

Thumbnail CERVIA: Morte Musiani, esclusa caduta accidentale | VIDEO

CERVIA: Morte Musiani, esclusa caduta accidentale | VIDEO

Non una caduta accidentale, ma una successione di traumi concentrati in pochi minuti. È il quadro che emerge dalla consulenza medico-legale sulla morte di Nicola Musiani, il 53enne aggredito nella notte tra il 18 e il 19 luglio nel parcheggio di via Fienilone, a Pinarella di Cervia, e morto tre giorni dopo all’ospedale Bufalini di Cesena. Il medico legale Dario Raniero, incaricato dalla procura di eseguire l’autopsia, avrebbe individuato una serie di lesioni gravi, concentrate soprattutto sul lato sinistro del corpo, in particolare alla testa e al torace. Secondo le conclusioni della relazione, i traumi sarebbero riconducibili a uno stesso ristretto intervallo temporale e non a una caduta fortuita. La morte sarebbe stata provocata da una gravissima lesione intracranica, con una diffusa emorragia, che avrebbe determinato lo choc emorragico cerebrale. Non è stato però possibile stabilire con certezza quale oggetto o quale azione abbia causato il colpo mortale. Tra le ipotesi prese in considerazione ci sarebbero un colpo inferto con una bottiglia, altri colpi diretti oppure l’impatto della testa contro il terreno durante l’aggressione. Il medico legale spiega infatti che l’esame delle lesioni non consente di distinguere con precisione quelle provocate direttamente dai colpi da quelle eventualmente conseguenti alla caduta al suolo. Il terreno stesso, dal punto di vista medico-legale, può agire come una superficie contundente. Un elemento, tuttavia, viene ritenuto particolarmente significativo, la distribuzione dei traumi. Oltre alla lesione cranica fatale, Musiani presentava un’importante infiltrazione emorragica nella parte posteriore del torace e fratture alle costole anteriori. Lesioni che interessavano soprattutto il lato sinistro del corpo e che, per caratteristiche e collocazione, sono state considerate compatibili con una dinamica violenta e complessa. Nella relazione si parla di una «reiterata successione di traumatismi contusivi, concentrati in un intervallo temporale ristretto». Una valutazione che ha portato il consulente a escludere ragionevolmente l’origine accidentale delle lesioni. Le conclusioni dell’autopsia si aggiungono agli altri elementi raccolti dagli investigatori, tra cui filmati, conversazioni e testimonianze. Secondo la ricostruzione investigativa, la vicenda sarebbe iniziata con un diverbio e sarebbe poi degenerata dopo una serata in discoteca, fino all’aggressione nel parcheggio. Durante il pestaggio sarebbero stati utilizzati anche oggetti presenti sul posto, tra cui sedie e biciclette. Per la morte dell’uomo sono indagati sei giovani di origine straniera e residenti nel forlivese, di età compresa tra i 17 e i 23 anni, accusati di omicidio volontario in concorso, aggravato dai futili motivi. Sarà ora la magistratura a valutare tutti gli elementi raccolti e a ricostruire le responsabilità individuali. Resta un punto fermo nelle conclusioni del medico legale, le ferite riportate da Nicola Musiani, per numero, distribuzione e caratteristiche, non sono ragionevolmente spiegabili con una semplice caduta accidentale.


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