24 NOVEMBRE 2022

13:27

NOTIZIA DI CRONACA

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24 NOVEMBRE 2022 - 13:27


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FERRARA: Viola divieto di avvicinare la ex e la minaccia

Non poteva avvicinare la sua ex, nemmeno comunicare con lei,e doveva abitare a Ferrara con l'obbligo di firma alla polizia. Tutte prescrizioni per garantire la sicurezza della donna, che lui ha violato, continuando a minacciarla di morte. Per questo motivo, i giudici hanno aggravato la posizione dell'uomo e lo hanno fatto arrestare dagli agenti della squadra mobile della Questura di Ferrara che lo hanno rintracciato, notificandogli il provvedimento di esecuzione per la carcerazione. E dire che lui, residente a Bologna ma domiciliato a Ferrara, era già stato arrestato mesi fa per le continue minacce ed atti persecutori nei confronti della sua ex compagna. Dopo l'arresto e la scarcerazione, erano scattati tutti i vari obblighi, che lui aveva violato contattando la vittima con telefonate e messaggi minacciandola ripetutamente di morte, anche attraverso le amiche della vittima. La donna esausta e angosciata dalle continue minacce si è rivolta nuovamente alla Polizia di Stato con nuove denunce inducendo il giudice a sostituire le misure cautelari predisposte dopo l'arresto con quella della custodia cautelare in carcere, ritenendo non sufficiente nemmeno la misura degli arresti domiciliari, visto il tenore delle minacce e la mancanza assoluta di autocontrollo dell'uomo.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

BOLOGNA: Processo Amato, psicologa, "lei non voleva più le tisane"

Dopo aver scoperto, grazie alle analisi del sangue, tracce di benzodiazepine superiori alle dosi della terapia che seguiva, Isabella Linsalata "non voleva più" le tisane che le preparava il marito Giampolo Amato, l'oculista accusato di aver ucciso la moglie dalla quale si stava separando e la suocera Giulia Tateo con un cocktail di farmaci. Lo ha detto in aula la sua psicoterapeuta, Patrizia Brunori, che ha testimoniato al processo a carico di Amato, imputato per l'omicidio delle due donne davanti al Tribunale di Bologna. La psicologa ha ripercorso tutti i passaggi della terapia di Isabella Linsalata, che si era rivolta a lei nel 2018 "per affrontare una crisi coniugale che stava iniziando e che la preoccupava molto", dovuta ad una relazione del marito. La terapia è proseguita "fino alla morte di Isabella Linsalata", che aveva una seduta fissata per il giorno successivo al suo decesso. "La signora disse che aveva il sospetto che il marito, che le preparava ogni tanto delle tisane, le somministrasse di nascosto delle benzodiazepine", ha spiegato la psicoterapeuta. Una volta che il sospetto, condiviso anche con le amiche e la sorella, era diventato più concreto, dopo una serie di accertamenti svolti nel febbraio 2019, "di quelle tisane non ne voleva più".