17 OTTOBRE 2022

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NOTIZIA DI CRONACA

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17 OTTOBRE 2022 - 10:11


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BOLOGNA: Baby gang, cc Gran Reno militarizzato, parla commerciante, “Non porterei miei figli qui” | VIDEO

Massiccio aumento dei controlli al centro commerciale Gran Reno di Casalecchio alle porte di Bologna, divenuto il punto di ritrovo per le baby gang del territorio. Dopo le risse e le violenze delle scorse settimane, controlli a tappetto all’arrivo in stazione e all’entrata del centro commerciale.

 

Un centro commerciale alle porte di Bologna militarizzato per la paura delle baby gang. Succede allo Shopville Gran Reno di Casalecchio, che dalla scorsa estate è diventato il punto di ritrovo bolognese per orde di giovanissimi provenienti anche da fuori regione. Arrivano in massa con il treno, collane e borselli in bella vista e scatenano il panico tra i commercianti e gli avventori. Dopo le risse e gli episodi di violenza delle scorse settimane, i controlli si sono intensificati, con agenti di polizia e carabinieri che controllano e schedano chiunque arrivi al Gran Reno con il treno, e anche all’entrata del centro commerciale. Tutto scorre per il meglio, ma la paura tra chi lavora al Gran Reno rimane tanta.




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FORLÌ: Decapitò il fratello, ergastolo definitivo per Daniele Severi

E' definitiva la condanna all'ergastolo per Daniele Severi, 66 anni, processato con l'accusa di avere ucciso il fratello 53enne Franco, agricoltore il cui corpo, decapitato, venne ritrovato il 22 giugno 2022, tra i rovi nei pressi del suo casolare in località Cà Seggio a Civitella di Romagna. La testa del cadavere, nonostante ripetute ed estese ricerche, non è mai stata ritrovata. Severi, in carcere dall'8 luglio 2022 quando venne fermato dai carabinieri, si è sempre dichiarato innocente. A quasi quattro anni di distanza è arrivata la condanna definitiva per la persona accusata dell’omicidio. La Corte di Cassazione ha infatti confermato l’ergastolo per Daniele Severi, fratello della vittima. La decisione dei giudici a Roma ha confermato quanto già stabilito nei precedenti gradi di giudizio. Prima la Corte d’Assise di Forlì, poi la Corte d’Appello di Bologna avevano inflitto all’imputato la pena dell’ergastolo. La Suprema Corte ha respinto il ricorso della difesa, eliminando soltanto l’aggravante dei motivi futili e abietti, senza però modificare la condanna. Alla base del delitto, secondo la ricostruzione emersa durante il processo, ci sarebbero stati profondi dissidi familiari tra i fratelli, legati a contrasti personali e questioni economiche che da tempo avevano incrinato i rapporti. Due gli elementi determinanti: le scarpe di Daniele Severi, trovate con tracce di sangue della vittima sei giorni dopo il delitto, e un paio di guanti rinvenuti nella sua auto, anch’essi sporchi di sangue di Franco Severi. Non sono invece mai stati ritrovati né l’arma del delitto né la testa della vittima. Con la pronuncia della Cassazione la condanna diventa definitiva. Per la giustizia italiana, Daniele Severi è il responsabile dell’omicidio del fratello Franco. Dopo quasi quattro anni, la vicenda giudiziaria si chiude così in modo irrevocabile.