27 LUGLIO 2021

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NOTIZIA DI CRONACA

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27 LUGLIO 2021 - 10:11


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RAVENNA: Furto di un messale in chiesa, denunciato 40enne

Un 40enne di origine marocchina è stato denunciato a piede libero dalla polizia per il furto aggravato di un messale, non ancora recuperato che si trovava sull'altare della chiesa di San Rocco a Ravenna. L'uomo dovrà rispondere anche di offesa a una confessione religiosa mediante vilipendio o danneggiamento di cose e di invasione di edifici in relazione a dove si trovava quando è stato identificato. La segnalazione del furto a San Rocco, era stata fatta qualche giorno fa in Questura. L'esame delle registrazioni del sistema di videosorveglianza aveva permesso di identificare il 40enne ora indagato: l'uomo, avvicinatosi all'altare, aveva acceso un cerino e, dopo avere rovesciato sul libro liturgico il contenuto di due ampolle lì vicine, si era impadronito del messale per poi dileguarsi. Nel pomeriggio della stessa giornata, gli agenti di una Volante avevano notato nei pressi degli spogliatoi dello stadio Benelli, alle porte del centro, una persona somigliante all'autore del furto che abusivamente si trovava all'interno della struttura sportiva. Una volta bloccato, è emerso che si trattava del 40enne appunto, peraltro già noto alle forze dell'ordine anche se in regola con le norme sul soggiorno. Gli agenti gli hanno sequestrato alcune pagine che l'uomo aveva presumibilmente strappato da un altro messale, quello della chiesa di San Pier Damiano sempre a Ravenna. Ulteriori accertamenti, hanno permesso agli inquirenti di rinvenire un ulteriore messale sopra la tettoia di un bagno pubblico: è risultato rubato nella sacrestia della chiesa di San Rocco. I poliziotti della Volante hanno infine provveduto alla restituzione ai rispettivi parroci di quanto sottratto. Sono in corso le ricerche per rinvenire l'ultimo messale mancante all'appello.




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BOLOGNA: Morto a 87 anni lo storico Carlo Ginzburg

È morto nella notte appena trascorsa, a 87 anni, lo storico Carlo Ginzburg. Lo si apprende da fonti vicine alla famiglia. Nato a Torino nel 1939, era figlio dell’intellettuale antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Ginzburg. Professore emerito alla Scuola Normale di Pisa, ha insegnato anche all’università di Bologna e negli atenei americani di Harvard, Yale, Princeton e  California. Ginzburg è tra gli autori italiani più conosciuti e tradotti al mondo, in particolare per i suoi saggi di ricerca sulla stregoneria, le persecuzioni delle eresie e la cultura popolare del Medioevo e dell’Età moderna, come "I Benandanti" e "Il formaggio e i vermi". Carlo Ginzburg è stato uno dei più autorevoli storici italiani del secondo Novecento e tra gli studiosi contemporanei più influenti a livello internazionale, in particolare nel campo della “microstoria”, l'indirizzo storiografico nato in Italia negli anni Settanta che ha influenzato generazioni di studiosi e mette al centro le vicende di persone comuni e delle culture locali per analizzare i grandi fenomeni culturali e sociali. Dopo gli studi all'Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore di Pisa, perfezionati al Warburg Institute di Londra, Ginzburg ha insegnato nelle più prestigiose università del mondo, tornando poi alla Normale di Pisa come docente di Storia delle culture europee. Tra le sue opere più conosciute anche "Miti emblemi spie", "Storia notturna", "Il giudice e lo storico", "Occhiacci di legno", "Il filo e le tracce" e "Indagini su Piero. Il 'Battesimo', il ciclo di Arezzo, La 'Flagellazione' di Urbino" (1981), in cui l'autore cerca di confutare la data di un'opera cardine come la "Flagellazione" di Piero della Francesca. I suoi libri sono stati tradotti in oltre venti lingue e gli sono valsi numerosi riconoscimenti internazionali. E' stato insignito di 19 lauree honoris causa e ha ricevuto l'Aby-Warburg-Preis (1992), il premio Feltrinelli per le scienze storiche dell'Accademia dei Lincei (2005), l'Humboldt-Forschungspreis (2008), il premio Balzan per la storia d'Europa (2010), il premio 'èStoria' (2019), il premio Tomasi di Lampedusa (2019) e il premio Francesco De Sanctis alla carriera (2019). L'autore lascia una figlia di 60 anni, Lisa Ginzburg, scrittrice e traduttrice.