29 NOVEMBRE 2022

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29 NOVEMBRE 2022 - 14:21


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EMILIA-ROMAGNA: Gessi candidati a Patrimonio mondiale dell’Umanità | VIDEO

Una settimana di sopralluoghi ed incontri per conoscere da vicino lo straordinario patrimonio ambientale, storico e culturale dei Gessi emiliano-romagnoli. Si è conclusa la visita della commissaria Unesco Gordana Beltram in Emilia-Romagna, un passaggio previsto dalla procedura che, in caso di esito positivo, potrà portare la prossima estate all’ambito ingresso nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità 2023. Per la Commissaria, che è stata ricevuta dal presidente della Regione Stefano Bonaccini e dall’assessora regionale alla Programmazione territoriale e parchi Barbara Lori, un’occasione per toccare con mano un fenomeno dalle caratteristiche uniche come il “Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale”, ma anche per incontrare le comunità locali. “Sono sette i siti che costituiscono il “Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale” tra  le province Reggio Emilia, Bologna, Rimini e Ravenna: Alta Valle Secchia, Bassa Collina Reggiana, Gessi di Zola Predosa, Gessi Bolognesi, Vena del Gesso Romagnola, Evaporiti di San Leo, Gessi della Romagna Orientale. Aree accomunate dalla presenza di rocce che si sono formate nel corso dei millenni in seguito all’evaporazione delle acque marine che ricoprivano queste zone e alla concomitante concentrazione dei sali minerali tra cui  appunto il gesso. La decisione del Consiglio  direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco di proporre il carsismo emiliano-romagnolo come candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale per il 2023 è del gennaio scorso. L’iter di valutazione si concluderà nell’estate del 2023 con il pronunciamento definitivo del Comitato internazionale Unesco.

 




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EMILIA-ROMAGNA: Italiani all’estero, da Bologna e Ravenna più di 13 mila partenze in 3 anni

Cervelli in fuga made in Italy. Sono quasi 6 milioni gli italiani stabilitisi allestero da oltre un anno e iscritti allAire, ovvero un decimo della popolazione residente nellintero stivale. Unemorragia, quella del fenomeno migratorio fuori dai confini nazionali, che come evidenziato da un report del Sole 24 Ore non accenna a fermarsi, con 127.350 nuove iscrizioni, il 2,2% in pi negli ultimi 12 mesi. Una emigrazione di massa che ha s subto un rallentamento durante la pandemia, ma che al contempo riguarda soprattutto i giovani. Ogni 100 under 30 residenti in Italia il 10,7% ha deciso di trasferirsi oltralpe, per un totale di 1,8 milioni. Un movimento che ha riguardato anche la nostra regione, a partire proprio dal suo capoluogo, Bologna, dove negli ultimi 4 anni i partenti sono passati da 38.276 a 48.337; in pratica 47,6 ogni 1000 abitanti. Se Bologna si attesta quattordicesima tra le province pi colpite dal fenomeno migratorio, cinque gradini pi in basso troviamo Ravenna, dove si segnala un boom del 19% negli ultimi 36 mesi. Nel 2019 i ravennati residenti allestero erano infatti 13.260, mentre nel 2022 si sono attestati a 15.782. Un trend che non si arresta nemmeno in questo inizio di 2023, con la quota che ha toccato le 16.554 unit, registrando un ulteriore + 4,8% degli abitanti di Ravenna e dintorni che hanno deciso di lasciare la Romagna per una nuova vita al di l dello stivale.