8 AGOSTO 2019

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8 AGOSTO 2019 - 16:16


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EMILIA-ROMAGNA: 63 anni fa la tragedia di Marcinelle | VIDEO

63 anni fa un incendio nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle provocò la morte di 262 minatori, 136 gli italiani. Il loro ricordo è stato celebrato questa mattina nel Giardino “Vittime di Marcinelle” in Piazza Spadolini. La cerimonia ha visto la partecipazione dei familiari di una delle vittime emiliane.

 

262 vittime, 136 italiani. Il prezzo della speranza per gli immigrati che persero la vita in miniera nel disastro di Marcinelle è stato altissimo. Oggi, 63 anni dopo, Bologna rinsalda la memoria di quelle vite spezzate. In piazza Spadolini il cippo commemorativo ha ospitato una cerimonia che ha intrecciato ricordo e riflessione. Tra i presenti, insieme a Simone Borsari, presidente del Quartiere San Donato c'erano Karen Boselli, dell'associazione italo-belga “Bologna Bruxelles A/r” e la figlia di una delle vittime di Marcinelle, Adolfo Mazzieri, che a Pavullo in quel drammatico agosto del '56 ha lasciato moglie e figli.




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EMILIA-ROMAGNA: De Pascale, 'nessuna azione concreta del Governo su riciclo materie plastiche'

"È da tempo che denunciamo la situazione di estrema emergenza e siamo sempre disposti alla massima collaborazione, ma senza azioni concrete i grandi sforzi per il riciclo della plastica messi in atto dai cittadini rischiano seriamente di essere vanificati". Così il presidente dell'Emilia-Romagna Michele de Pascale e l'assessora all'Ambiente Irene Priolo, intervengono sulla "difficile situazione" della filiera del riciclo di materie plastiche.     "Non più tardi un mese fa (il 16 giugno) - ricordano - abbiamo scritto al ministro Pichetto Fratin per segnalare le gravi difficoltà della filiera del riciclo plastico e possiamo constatare che, ad oggi, ancora nulla è stato fatto. L'unica iniziativa è un nuovo tavolo di monitoraggio convocato a Roma. Ma siamo di fronte a una situazione difficilissima, che sta mettendo a rischio la sostenibilità ambientale ed economica del sistema di gestione dei rifiuti, che richiederebbe iniziative molto più incisive".     Nella lettera inviata al ministro si sottolineava come il settore stesse attraversando una tempesta perfetta causata dall'impennata dei costi energetici, dalla contrazione della domanda e, soprattutto, dalla concorrenza sleale dei polimeri vergini a basso costo provenienti da Paesi extra-Ue. Fattori che stanno portando gli impianti di riciclo al rallentamento operativo o alla sospensione delle attività. A causa delle difficoltà della filiera, il consorzio Corepla ha progressivamente ridotto la frequenza dei ritiri degli imballaggi plastici pronti nei centri comprensoriali.     "Se la situazione di stallo dovesse persistere - spiegano ancora de Pascale e Priolo - si arriverà a un paradosso ambientale insostenibile: per svuotare i centri ed evitare rischi, si renderà obbligatorio avviare al termovalorizzatore anche i rifiuti plastici raccolti capillarmente e correttamente da cittadine e cittadini attraverso la raccolta differenziata"