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BOLOGNA: Processo Amato, psicologa, "lei non voleva più le tisane"

CRONACA - Dopo aver scoperto, grazie alle analisi del sangue, tracce di benzodiazepine superiori alle dosi della terapia che seguiva, Isabella Linsalata "non voleva più" le tisane che le preparava il marito Giampolo Amato, l'oculista accusato di aver ucciso la moglie dalla quale si stava separando e la suocera Giulia Tateo con un cocktail di farmaci. Lo ha detto in aula la sua psicoterapeuta, Patrizia Brunori, che ha testimoniato al processo a carico di Amato, imputato per l'omicidio delle due donne davanti al Tribunale di Bologna. La psicologa ha ripercorso tutti i passaggi della terapia di Isabella Linsalata, che si era rivolta a lei nel 2018 "per affrontare una crisi coniugale che stava iniziando e che la preoccupava molto", dovuta ad una relazione del marito. La terapia è proseguita "fino alla morte di Isabella Linsalata", che aveva una seduta fissata per il giorno successivo al suo decesso. "La signora disse che aveva il sospetto che il marito, che le preparava ogni tanto delle tisane, le somministrasse di nascosto delle benzodiazepine", ha spiegato la psicoterapeuta. Una volta che il sospetto, condiviso anche con le amiche e la sorella, era diventato più concreto, dopo una serie di accertamenti svolti nel febbraio 2019, "di quelle tisane non ne voleva più".

RAVENNA: De Pascale, "Aumentare i rimborsi per gli alluvionati"

Modificare in Aula il decreto legge che fissa in 6mila euro di indennizzo il massimale per l'indennizzo per i beni mobili distrutti o danneggiati dall'alluvione in Emilia-Romagna. Il sindaco e presidente della provincia di Ravenna Michele de Pascale ha scritto un appello alle senatrici e ai senatori emiliano-romagnoli perché presentino un emendamento al Senato, dove il decreto è incardinato. "Le cifre stabilite per l'indennizzo dei beni mobili danneggiati dall'alluvione (3.200 euro per il vano adibito a cucina" e "ulteriori 700 euro per ciascuno degli altri vani, fino ad un importo massimo complessivo di 6.000 euro) - scrive - sono assolutamente insufficienti per risarcire gli enormi danni provocati dagli eventi alluvionali che in molti casi hanno distrutto l'intero mobilio dell'abitazione, elettrodomestici inclusi. Vi chiedo di proporre la correzione della norma portando ad aumentare il massimale ad una cifra verosimile, che tenga conto della reale situazione in cui si trovano tante famiglie; dalle informazioni che ho raccolto in questi mesi i danni ai beni mobili arriverebbero in diversi casi vicino ai 30.000 euro".

BOLOGNA: Tavolo per l’ex Farmografica, i dipendenti in Regione

Nuovo incontro stamattina a Bologna, in Regione Emilia-Romagna, per la Farmografica di Cervia. L'azienda occupa 87 lavoratori, tutti in cassa integrazione per cessazione di attività, che saranno licenziati a fine settembre se non si concretizzerà il passaggio di proprietà dalla multinazionale austriaca Mayr-Melnhof al gruppo romagnolo Focaccia. Molti di loro stamattina sono in presidio a Bologna. La crisi è esplosa verso fine 2023, quando Mayr-Melnhof ha deciso di delocalizzare la produzione, che non era mai ripresa dopo l'alluvione. Una scelta arrivata dopo che la multinazionale austriaca aveva incassato i soldi dell'assicurazione. Per rilevare l'azienda, il gruppo Focaccia chiedeva fondi pari alla differenza fra i danni subiti dallo stabilimento e i soldi ricevuti da Mayr-Melnhof per l'assicurazione. Ma a quanto affermano i sindacati la perizia richiesta dalla struttura commissariale per erogare i fondi, a carico del gruppo romagnolo, non è mai stata effettuata e l'azienda una decina di giorni fa ha mandato una mail alle parti comunicando che non c'erano più le condizioni per procedere. Ora il tavolo che dovrebbe sciogliere i dubbi.

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